Uninverse<small></small>
Italiana − Alternative − Indie-pop, indie-folk

Denise

Uninverse

2012 - Ala Bianca/Warner
26/11/2012 - di
E se realtà e sogno si mescolassero? Lei ci dice, quasi con spiccato spirito adolescenziale, che tutto può essere rovesciato, che il reale può diventare irreale e l’irreale reale e che quindi sogno e fantasia possono benissimo essere la realtà stessa. Questo è il Denise-pensiero o meglio, il Denise-universo. Con un gioco di parole Denise, la giovane cantautrice salernitana (classe 1986) che aveva esordito due anni fa con Dodo, do! Ci ha messo nel titolo del suo nuovo lavoro una N che non è affatto una N di troppo! Uninverse (e non Universe) infatti è il titolo del suo nuovo lavoro, e sottolinea lo scambio tra sogno e realtà, tra irreale e reale, una sorta di viceversa.

Con voce pura e raffinatissima e con tonalità alla Björk, si parte con Parrots, in un giorno d’estate, accompagnati dalle chitarre, ecco i pappagalli che ci fanno volare, dolcemente così arriva poi Mouthless con sfumature elettroniche alla Depeche Mode e ritmo incalzante. È questo un lavoro onirico dove si mescolano melodie pop, elettroniche, suoni l’uno diverso dall’altro che ci ricordano la musica nordeuropea, grazie alle chitarre new wave di Alessandro Di Liegro e di Alessandro De Crescenzo e alla batteria di Antonio Pappacoda, nonché al basso di Felice Calenda. Tutto ed il contrario di tutto, appunto, e noi siamo piccolissime parti di un grande universo. Un universo sognato ed immaginato e al tempo stesso reale e che viviamo davvero, così proprio con il brano Pillow, dal’attacco accattivante molto influenzato sicuramente da tonalità stile Morcheeba, Denise ci fa capire che il cuscino- pillow, appunto- può diventare un tramite per varcare la soglia della fantasia e cioè di un mondo fantastico verso cui provare a volare.

Rain poi ha un ritornello a tratti furbetto (non così il testo che è romantico e parla di pioggia come di lacrime che scivolano sul viso fino al pavimento: «ticche ticche tacche tacche/like the rain they/drip down here laughing») che pare studiato per martellarti il cervello, che sembra cantato da un folletto ed è forse adatto a tutte le età, così come Piggy Poggy ed il la-la-là iniziale (e messo qua e là!) di Superpop (pensiamo a come la canteranno bene i bambini!).

Il pianoforte di Marco Guazzone - ospite dell’album - è sublime e rende tutto un po’ meno giocoso poi, nei pezzi Sailors, Halfman, Mantra of Universe, brano questo che davvero tende all’immensità dell’universo, ma, più di tutti si trova in Lighthouse Keeper la perla finale del cd in cui il piano che chiude il brano in verità poi non lo chiude affatto, ma è come se ci aprisse le porte ad altri mondi, universi appunto, come a dirci che non è finita qui, ma resta una speranza ed un orizzonte a cui mirare, un altro cosmo forse fantastico mescolato alla realtà e alla grama monotonia  del quotidiano.

Track List

  • Parrots
  • Mouthless
  • Rain
  • Piggy Poggy
  • Mantra of Universe
  • Sailors
  • Superpop
  • Pillow
  • Halfman
  • Lighthouse Keeper