Terra di nessuno<small></small>
− Italiana, Rock

Del Sangre

Terra di nessuno

2004 - BANDONE MUSIC / AUDIOGLOBE
17/02/2005 - di
I Del Sangre sono in giro da tempo, ancora prima di avviare questa formazione e di arrivare a questo disco d’esordio pubblicato nel 2004: non sono dei giovincelli e lo si sente da come suonano, con tanta volontà e convinzione di poter cambiare qualcosa.
Il loro è un rock proposto con devozione e rispetto, con lo spirito di chi lavora e suda per ogni parola, per ogni giorno vissuto: più che derivativo, è discendente dalla grande famiglia della musica americana, quella che ha il suo capostipite in Woddy Guthrie, i suoi primigeniti in Bob Dylan e Bruce Springsteen e poi via via le ultime generazioni sempre più prolifiche a partire da John Mellencamp e Joe Grushecky.
Eppure i Del Sangre non sono una band che fa semplicamente del rock americano, perché riescono a contestualizzare le loro canzoni sul territorio italiano, mettendosi sulla scia di quanto fatto anche dai Gang. Non a caso i fratelli Marino e Sandro Severini compaiono in un paio di brani, a portare quello sguardo profondo, imbevuto di coscienza storica, di cui sono tra i più credibili testimoni.
“Terra di nessuno” si propone di portare avanti un cammino di fede e di lotta, sempre più arduo e sempre più marginale nel panorama rock, non solo italiano: Luca Mirti e compagni hanno personalità e canzoni solide, ben tirate, ed anche tanta strada da fare. Il disco manca ancora di una produzione adeguata, che sprigioni la forza della band, maggiore nell’impatto live come abbiamo già constatato in un paio di occasioni.
Quello che i Del Sangre si sono costruiti è un covo loro, in una delle tante province del Nord Italia, in cui organizzare pezzi e idee, a margine di scene e tendenze: forse dovranno resistere e lottare come dei clandestini per tutta la vita, ma intanto si sono inseriti in una rete di legami che idealmente li avvicina ai grandi profeti del rock.
A tratti le canzoni risentono proprio della loro discendenza, come fossero dei figli non ancora indipendenti dai genitori: questo è palese in “1, 2, 3”, che segue passo passo “Perfectly good guitar” di John Hiatt, e in “L’oro del diavolo”, che ripercorre l’idea melodica e la struttura di “Worlds apart” di Springsteen. I Del Sangre però sanno metterci del loro con udu, bouzouki e darabouka oppure con fiati e armonica o ancora con tanto di fischio morriconiano e mandolino.
Anche quando cavalcano i ritmi del country-rock americano, riescono a tirare i pezzi con il canto di Mirti, con delle sferzate di chitarra e con degli interventi di organo. Le tracce più interessanti rimangono comunque quelle maggiormente calate nel contesto italiano come “Radio aut”, ispirata dal film “I cento passi”, o come “Quando Gesù Cristo tornerà”, in equilibrio tra il cantautorato italiano e il country.
Con “Terra di nessuno” i Del Sangre dimostrano di essere sulla strada giusta: a livello interpretativo hanno ancora da imparare, ma non mancano delle idee e della fede per percorrere un cammino vicino a quello dei Gang, dei Cheap Wine e dei Radiofiera.

Track List

  • Perché non ci vai tu|
  • Parte il treno|
  • Terra di nessuno|
  • Genova|
  • Un buon giorno per campare|
  • 1, 2, 3.|
  • Radio aut|
  • Quando Gesù Cristo tornerà|
  • L’oro del diavolo|
  • Il libro della verità|
  • C’è qualcosa che non torna|
  • … e fuori continua a piovere|
  • preghiera atto 2 (tu dov’eri?)

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