From An Old Guitar: Rare and Unreleased Recording<small></small>
Americana • Rock

Dave Alvin From An Old Guitar: Rare and Unreleased Recording

2020 - Yep Roc

01/01/2021 di Giovanni Sottosanti

#Dave Alvin#Americana#Rock

Questa non è una recensione, ma un atto d'amore verso un uomo, la sua musica e tutto un mondo di colori, suoni, ricordi, volti e persone che a lui sono indissolubilmente legati.

Tutto inizia, neanche a farlo apposta, in un negozio di dischi. Un negozio che purtroppo non esiste più da anni, ma che è rimasto ben impresso al centro del mio cuore, come l'Amico che lo gestiva, lui per fortuna c'è ancora e sempre. In una delle pareti, entrando sulla sinistra, campeggiava la foto incorniciata con dedica di Dave Alvin come esce dalla copertina di Blue Blvd, il suo disco del 1991. Dave ha lo sguardo fiero e sornione, l'eterna sigaretta in bocca e abbraccia la sua Fender alla stregua di un'amante. Da lì è partita una storia che non si è mai interrotta, tra ritorni al passato rock'n'roll e rockabilly, l'epopea dei Blasters, la California e il Texas in un misto di immagini e note indimenticabili, colori del border, separazioni, reunion e mani tese verso Brother Phil, nuove strade da percorrere insieme e orizzonti ancora da esplorare. Adesso Dave porta un cappello da cowboy calato sugli occhi, occhiali neri e un fazzoletto rosso al collo. Le rughe sul volto disegnano le frontiere del West e lo sguardo insegue ricordi lontani e viaggi che verranno. Non c'è malinconia, perché lui lo sa che prima o poi la strada tornerà a chiamarlo.

Circa un mese fa ha compiuto 65 anni e allora quale occasione migliore per togliere la polvere dai cassetti e dare luce a canzoni scritte negli anni e mai pubblicate ufficialmente? Ecco allora sul piatto From An Old Guitar: Rare And Unreleased Recordings, copertina con un bianco e nero da sballo e brani che volano alto tra i suoi film più suggestivi. Frammenti che arrivano in ordine sparso, non c'è un criterio cronologico, Dave socchiude gli occhi e lascia andare il cuore, seguendo le dita sulle corde della chitarra. Escono fuori omaggi ad artisti, autori e amici che hanno influenzato e accompagnato il suo percorso artistico. Ecco allora il blues vellutato di Link Of Chain dalla penna di Chris Smither, mentre Highway 61 Revisited non ha bisogno di presentazioni. Dave fa suoi il riff e la melodia dylaniane incastonandoli nell'indolenza e nello splendore di un tramonto texano. Zio Bob sorseggia un margarita e sorride contento. Variations On Earl Hooker's Guitar Rumba è uno strumentale che omaggia il grande Earl Hooker, cugino del più celebre John Lee. Sia in questo brano che nella successiva ballata crepuscolare Amanda è presente Chris Gaffney, il suo grande amico, mai troppo rimpianto compagno di mille avventure musicali.

Albuquerque, a firma di Link Davis, veniva spesso eseguita dal vivo proprio da Chris con i suoi Cold Hard Facts, come nel doppio Live And Then Some. "This is for you, Gaffney" dice infatti Dave prima di lanciarsi lungo strade meravigliosamente impolverate di blues e mexican style. Mobile Blue è una honky tonk ballad in piena regola, frizzante e diretta, tratta dal canzoniere di Micky Newbury. Alla chitarra elettrica Rich Shea, mentre nello strumentale Perdido Street Blues compaiono Gene Taylor e John Bazz. Con On The Way Downtown incontra la penna del grande amico Peter Case, in una ballad corale tra i pezzi più belli della raccolta. Sono della partita Chris Gaffney alla voce e Amy Farris al violino, compagna di avventura nel progetto Dave Alvin & The Guilty Women e tragicamente morta suicida. Come non bastasse partecipano anche Bill Bateman e John Bazz, la sezione ritmica dei Blasters. Rallenta sulle soglie di spazi infiniti la splendida Inside del compianto Bill Morrisey. Echi di bluegrass compaiono nello strumentale autografo Krazy And Ignatz, mentre il blues potente e viscerale di Peace omaggia Willie Dixon, uno dei padri putativi del giovane Dave. Sono con lui i Guilty Men quasi al completo. Man Walks Among Us di Marty Robbins vale un giro nella notte, pigro e sonnocchioso, finestrini aperti e occhi al cielo.

Con Beautiful City 'Cross The River arriva invece una bella sferzata rock e il marchio di fabbrica di Dave emerge del tutto inconfondibile in pieno stile Ashgrove e Eleven Eleven, voce scura, potente e chitarra tagliente come una lama. Si sbarca in territorio Tex-Mex per una scoppiettante Dynamite Woman del leggendario Doug Sahm. Dal Delta del Mississippi esce Who's Been Here, brano di Bo Carter, leggendario bluesman rurale. Dave trasforma il classico country blues in un pezzo intenso e vibrante, in cui la voce di Christy McWilson duetta alla perfezione con la sua, imprimendo trascinanti ritmi southern soul e r&b. Signal Hill Blues è un altro brano a sua firma, di quelli scritti con la penna buona, perché bastano poche note di un blues torrido e notturno per sentirti a casa. Adesso Dave si concede un sorriso dietro l'ennesima sigaretta, stira le rughe e guarda lontano.

Non servono tante parole, le emozioni vanno sorseggiate e fumate lentamente. Come un disco di Dave Alvin. Tanto lui è sempre lì, sulla parete di quel negozio che non c'è più.

Track List

  • Link of Chain
  • Highway 61 Revisited
  • Variations On Earl Hooker’s Guitar Rhumba
  • Amanda
  • Albuquerque
  • Mobile Blue
  • Perdido Street Blues
  • On The Way Downtown
  • Inside
  • Krazy And Ignatz
  • Peace
  • Man Walks Among Us
  • Beautiful City ‘Cross The River
  • Dynamite Woman
  • Who’s Been Here
  • Signal Hill Blues