What’s New, Tomboy?<small></small>
Rock Internazionale • Songwriting • Indie Folk

Damien Jurado What’s New, Tomboy?

2020 - Mama Bird / Goodfellas

03/05/2020 di Gianni Zuretti

#Damien Jurado#Rock Internazionale#Songwriting #Josh Gordon

Damien Jurado o lo ami o lo eviti, sarà per quel suo modo testardo, quasi inamovibile di fare musica, sarà per il fascino irradiato dalla sua anima tormentata, fatto sta  che tuttora possiede un discreto  numero di aficionados (anche se non sono più i numeri dei fasti dei tempi di Sheets o Ohio) che lo seguono (io tra questi) come i topi con il pifferaio magico e lui riesce ad incantarci con i suoi dischi (quindici, con questo,  in carriera), sono lavori esili e fluttuanti  come canne al vento che rilasciano un benefico fruscio nelle nostre orecchie.

 In questi tempi la sua vita ha preso una piega ancor più basata sull’essenzialità, uno stato fisico e mentale in cui la necessità di scontornare le sovrastrutture del possedere appare evidente come  lui stesso ci informa: "Mi sono sbarazzato di quasi tutto ciò che possedevo. Era quasi come se fossi morto, onestamente. Sai quella sensazione quando qualcuno muore e devi liberare il loro appartamento o la loro casa? Questo è quello che ho fatto. Era come se fossi morto, anche se vivevo ancora. Ho donato cinque delle mie chitarre a un negozio dell'usato. " L'impulso si estende alla musica stessa: "Ho lasciato fuori determinati strumenti di proposito", scrive Jurado, "per cui ho fatto spazio affinché l'ascoltatore possa riempire da sé  le proprie melodie e parti".

 What’s New, Tomboy  consta di canzoni strutturalmente semplici ma supportate da testi di peso, musicalmente si presentano disadorne, per lo più avvinghiate ad una chitarra suonata semplice, semplice,  combinata con le linee guida del basso di Josh Gordon e con l’aggiunta di  qualche percussione o  drum machine e, qua e là, spruzzi di Hammond B3 o Fender rhodes.

La sua voce sembra spesso sul punto di rompersi ma lui non “tira” mai il semi falsetto (marchio di fabbrica)  in modo da non andare in “overflow”.  La partenza con Birds Tricked into the Trees coniuga una linea di basso con una chitarra elettrica leggermente pizzicata per sottolineare quella tipica voce. Questo è un brano Jurado mood, molto  coinvolgente. Arthur Aware sottolinea la capacità di Jurado di costringere l'ascoltatore ad applicare l’attenzione piuttosto che raggiungerlo con suoni di facile beva; la canzone ruota attorno a un'elegante varietà di suoni e sottolineano sonicamente le ermetiche affermazioni dei testi come ' Tengo tutte le mie preziose riflessioni in vasi di vetro dal coroner / E quando sarò vecchio  guarderò me stesso '.

Francine (è una folk ballad ipnotica che poggia su un leggero ritmo) e Fool Maria (gioiello acustico, solo voce e un arpeggio delicato di elettrica). Ma tutto l'album funge da esternazione dei suoi sentimenti intrisi di esistenzialismo e isolamento, come in The End of the Road, forse il brano più bello, arrangiato e memorizzabile della raccolta, in cui Jurado declama con voce questa volta piena: "Ho passato una vita a cercarti / Pazientemente in attesa di cadere in vista / E ora che ti ho trovato la mia corsa è finita / sono arrivato alla fine della strada”.  

Tutto qui? Si, questo è quanto. Folk minimalista che sta dalle parti di gente come Bill Callahan; Bonnie Prince Billy; Ryley Walker; Hiss Golden Messenger; Iron & Wine, con qualche piccolo sussulto. Servono gli ascolti che stanno in una mano per entrare in modalità dipendenza ma poi arriva e non se ne va. Nella copertina, affascinante nella sua statica freddezza molto Hopperiana, in quella abitazione c’è la luce accesa, Damien è in casa, passate a trovarlo per un drink.

Damien Jurado: voce, chitarre, percussioni, mellotron

Josh Gordon: Bass, Electric Guitar, Drums, Percussion, Hammond C3, Rhodes, Mellotron, Drum Machine

Track List

  • Birds Tricked Into the Trees
  • Ochoa
  • Alice Hyatt
  • Arthur Aware
  • Francine
  • Fool Maria
  • When You Were Few
  • Sandra
  • The End of the Road
  • Frankie

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