Rough Cut<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

Curtis Salgado And Alan Hager

Rough Cut

2018 - Alligator Records / IRD
25/01/2018 - di
Stella di prima grandezza nel firmamento blues, pluripremiato ai Blues Music Awards (dal 2010 una serie praticamente ininterrotta di premi e nominations quali Soul Blues Male Artist e Soul Blues Album Of The Year, fresco vincitore nel 2017 in tre categorie: Soul Blues Male Artist, Soul Blues Album con The Beautiful Lowdown e Song dell’anno con Walk A Mile In My Blues). Se questo non bastasse, ricordiamo la più che quarantennale carriera iniziata come leader dei The Nighthawks, l’incontro con Robert Cray, nella cui band militò per sei anni, e i Roomful of Blues e la frequentazione con la Steve Miller Band, Carlos Santana, Jimmy Vaughan, Charlie Musselwhite e Kim Wilson. Ricordate i Blues Brothers? Ecco, sappiate allora che l’ispirazione alla base della nascita del gruppo è dovuta proprio all’amicizia del nostro con John Belushi, nata durante le riprese di Animal House, e che il personaggio interpretato da Cab Calloway nel film Blues Brothers si chiama Curtis in omaggio a Salgado, così come l’album di debutto della band, Briefcase Full of Blues, è a lui dedicato.

Eccellente la produzione discografica, dieci album che raccolgono unanimi consensi di pubblico e critica, dal 2012 sotto contratto con la benemerita Alligator Records, centra il bersaglio con Soul Shot, The Beautiful Lowdown e il fresco di stampa Rough Cut firmato in coppia con il chitarrista Alan Hager, compagno di tante jam dal 2003, in pianta stabile nel suo gruppo dal 2015. Una vita spesa sempre sulla cresta dell’onda che non è stata fermata nemmeno da due battaglie (vittoriose) contro il cancro e un attacco di cuore (e relativi quattro bypass). Eccolo qui Salgado, iconico armonicista dalla voce muscolare, più in forma che mai, anzi, a giudicare dall’ultimo lavoro, in stato di grazia.

Rough Cut è il sogno di una vita, l’album che da sempre hanno desiderato registrare insieme. “Questo è il tipo di musica che ci emoziona di più” afferma Salgado “ci credi quando lo senti.” Visto il risultato, non possiamo dargli torto! Registrato tutto d’un fiato, in presa diretta, conserva la freschezza e l’energia di un’intensa live session esaltata dalla precisione tecnica dello studio d’incisione. Dopo le scorribande elettriche degli ultimi album, è ora il sound acustico del Delta a fare la parte del leone, la più pura eredità del blues, nelle parole di Hager un American Classical. Una lunga incursione nel folk blues che attraverso tredici brani (tra cui sei originali) compone un affascinante quadro sonoro. Esecuzioni impeccabili, di indiscutibile caratura, appassionate e coinvolgenti quanto eleganti e formalmente raffinate.

I Will Not Surrender, la traccia iniziale, è il manifesto del disco: il tempo è lento, la sola slide di Hager accompagna la voce calda, sofferta, ricca di patos di Salgado, si apre un mondo di sensazioni, l’uomo è a nudo in tutta la sua consapevole fragilità, ma non per questo cede, anzi reagisce e testimonia la sua resilienza di fronte ai traumi della vita. Lascia sgomenti sentirsi prossimi al nulla, ma che importa, fronteggeremo anche questo: So Near To Nowhere, cadenzata dal picking di Hager, aggiunge alla performance vocale il soffio dell’armonica e l’incisivo dialogo strumentale tra i due. La progressione continua con il groove incalzante di One Night Only e l’ingresso di piano e batteria seguiti a ruota da I Want My Dog To Live Longer (The Greatest Wish), piccolo grande inno all’amicizia.

È il momento delle cover, scelte con cura dal reportorio di Muddy Waters (I Can’t Be Satisfied), Sonny Boy Williamson II (Too Young To Die), Son House (Depot Blues) dove Salgado si esprime in una straordinaria prestazione vocale, ed Elmore James (You Got To Move) quest’ultima dall’atmosfera particolarmente calda e trascinante che, pur avendola ascoltata in mille versioni, vive di una autenticità e una naturalezza tali da renderla unica. “Lo abbiamo fatto per amore della musica,” dice ancora Salgado “è qui che sta il nostro cuore, queste sono canzoni profonde che amiamo suonare.

Non è mica finita qui, manca ancora l’energia gospel del traditional Morning Train in coppia con LaRhonda Steele alla voce, un altro paio di originali, Hell In A Handbasket (un bel boogie con la sorpresa di Salgado al piano) e The Gift of Robert Charles (uno strumentale dove sale in cattedra Alan Hager), le cover di Long Train Blues (dal repertorio di Robert Wilkins) e il country blues I Want You By My Side di Big Bill Broonzy chiudono in bellezza questo volo planare sulle pianure del Delta.

Quante emozioni regala Rough Cut e che lezione di stile, classe e feeling! Straordinario documento che ci ricorda per l’ennesima volta quanto fascino sappia suscitare questo genere senza tempo. Sullo scaffale vicino a Eric Bibb e Rory Block.

Track List

  • I Will Not Surrender
  • So Near To Nowhere
  • One Night Only
  • I Want My Dog To Live Longer (The Greatest Wish)
  • I Can`t Be Satisfied
  • Too Young To Die
  • Depot Blues
  • Morning Train
  • You Got To Move
  • Hell In A Handbasket
  • Long Train Blues
  • The Gift of Robert Charles
  • I Want You By My Side