Dieci Lune<small></small>
Emergenti − Songwriting

Cristina Renzetti

Dieci Lune

2018 - Sidecar
14/12/2018 - di
Dieci Lune è un disco molto importante per Cristina Renzetti, che, già conosciuta nel mondo del jazz, si presenta al pubblico italiano per la prima volta in veste di cantautrice. Il disco è composto da dodici brani, nati sotto la direzione musicale del contrabassista Enzo Pietropaoli, che mostrano in maniera più accessibile al pubblico le doti vocali e compositive dell`artista.

 

La delicatezza negli arrangiamenti è uno degli elementi di riconoscibilità di questo progetto, che si apre nonostante questo all`utilizzo di un ricco carnet di strumenti e colori musicali. Queste scelte di produzione, soprattutto l`utilizzo dei fiati e degli archi, rendono pezzi come Nuvole e Sole o Il tempo dell`attesa sognanti ed eterei. In quest`ultimo brano gli archi creano uno splendido tappeto musicale sul quale la voce della Renzetti è libera di muoversi dando vita ad una dolce nenia ammaliante e in alcuni punti distorta, che risulta essere senza dubbio uno dei momenti più forti di questo disco. Le atmosfere non risultano tuttavia sempre flebili e pure. In brani come La polvere e la spina la Renzetti mostra anche il suo lato più rock, giocando con i momenti di calma e le esplosioni del ritornello, segnato da una sezione di chitarra molto incisiva. Non manca un elemento di rimando ai territori più familiari alla cantautrice: Finis terrae fa riferimento alla musica world, che in questo caso si fonde gentilmente con il rock femminile all`italiana, arrichendo questo disco di interessanti dicotomie.

 

La prova di scrittura in italiano è ampiamente superata dalla Renzetti, che dimostra in testi come quello di Fuori Sede di avere un`ottima capacità di rendere con grazia delle immagini esistenziali che in molti hanno vissuto in prima persona. Musicalmente la traccia conduce da un`iniziale tranquillità ad una coda strumentale impreziosita dai vocalizzi della cantautrice, che col suo timbro pulito e diretto riesce a creare sensazioni di piacevole nostalgia. Proprio questo tema, insieme a quello dell`attesa, sembra silenziosamente permeare l`intero disco. Pezzi come La mia casa, in cui viene fuori la voglia di una dimensione conosciuta e di un ritorno, lasciano intendere come questo album sia stato scritto in un momento di pausa, forse di riflessione sui moti interiori che ci portano a muoverci e a cercare il nuovo, mettendoci poi nella condizione di sentire, inevitabilmente, anche una voglia di ritorno, di familiarità.

 

La rilassatezza di Faccia di ragazza rappresenta un attimo di stacco prima della chiusura di questo disco rappresentata da un pezzo di pregiata fattura come La montagna, dal registro favolistico e simbolico in cui la cantautrice racconta di come ciò che ci attira spesso si nasconde dietro una barriera di difficoltà da superare (proprio la montagna del titolo in questo caso), focalizzandosi però sull`unico personaggio che, fermo, fila e attende. Sospeso tra il jazz e il pop, tra il sogno e il cantautorato, questo disco è un viaggio di suoni spesso accennati, qualche volta più intensi, che parlano di casa, di familiarità, di voglia di andare, ma anche di restare.

Track List

  • Nuvole e sole
  • Relativista
  • Mana Clara
  • Fuori sede
  • La rondine
  • La polvere e la spina
  • Anime semplici
  • La mia casa
  • Finis terrae
  • Il tempo dell`attesa
  • Faccia di ragazza
  • La montagna