Inverna<small></small>
World − Folk

Cristina Meschia

Inverna

2018 - IRD
08/03/2019 - di
L’ inverna, il vento che nella buona stagione si alza ogni giorno dalla pianura lombarda e risale il lago per tutta la sua lunghezza, mi aveva sospinto...

La citazione di Piero Chiara, da La stanza del vescovo, ispira Inverna, l`ultimo lavoro della ricercatrice piemontese Cristina Meschia, giovane e talentuosa vocalist dalle poliedriche sfumature, dal jazz al pop, passando per una vibratile interpretazione che ricorda le atmosfere fra Parigi e Milano. Il lavoro di Meschia risente di quello, imprescindibile, di  Nanni Svampa, con cui ha avuto modo di collaborare nell`ultimo spettacolo teatrale del Gufo, In Bocconi ci andavo a spizzichi, insieme a Luca Maciacchini e il poeta catartico Flavio Oreglio.

La ricognizione di Meschia parte dunque sotto i migliori auspici, e si avvale degli smaglianti arrangiamenti del trombettista Giampaolo Casati; ma occorre menzionare tutta la piccola orchestra, che arricchisce di sfumature preziose melodie senza tempo: il pianista Gianluca Tagliazucchi, Riccardo Fioravanti (contrabbasso e basso elettrico), Marco Moro (flauto), Manuel Zigante (violoncello), Umberto Fantini (violino), Julyo Fortunato (fisarmonica), Gilson Silveira (percussioni) e Alessio Menconi alle chitarre. Tutti al servizio di un progetto voluto dalla Regione Lombardia per avvicinare i più giovani al repertorio dei grandi classici del patrimonio musicale lombardo, che siano canti popolari o canzoni di grandi maestri milanesi.

Nanni Svampa è quindi protagonista di un emozionante omaggio, in Gh’è anmò on quaivun, e Meschia interpreta con passione la storia raccontata, accompagnata dal flauto struggente di Moro; Enzo Jannacci è presente con la splendida E l`era tardi, in cui una voce di donna, anche nel parlato, riesce comunque a fare risaltare la malinconia dei ricordi condivisi di due ex commilitoni, in una sera stracca, densa di scighèra e stanchezza, aiutata nell`intento da un piano e da un violino, dagli accenti in minore, tipicamente milanese.

Canti di mondine, canti di lavoro, nel solco del Nuovo Canzoniere Milanese, e canti diventati di lotta: è il caso di Povre filandere, di Senti le rane che cantano, o della celeberrima Bella ciao delle mondine, dall`arrangiamento curatissimo, dal passo lento, quasi eroico, pur nell`apparente understatement; a riprova dell fatto che è possibile essere insieme tradizionali e contemporanei, fedeli alla storia della musica e innovatori.

 

Track List

  • E l’era tardi
  • Bèll usellìn del bosch
  • O mamma la mè mamma il muratore
  • Povre Filandere
  • Bella Ciao ( delle mondine)
  • El Pover Luisin
  • Senti le rane che cantano
  • De tant piscinìn che l’era
  • Gh’è anmò on quaivun

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