Non siamo mai stati<small></small>
Emergenti − Alternative − folk

Cri + Sara Fou

Non siamo mai stati

2018 - Sciopero
02/08/2018 - di
Non siamo mai stati è il disco di debutto del duo acustico Cri + Sara Fou, formato da Cristian Soldi, chitarre ed handclap, e Sara Bronzoni, voce, testi e melodie.

L’album è nato dall’incontro di Cri e Sara Fou, due esperienze musicali differenti, due mondi apparentemente distanti, che hanno dato vita ad uno stile unico, a sonorità e melodie di immediata emozionalità. Cristian Soldi, chitarrista e compositore. Sara Bronzoni, grunge nel sangue, autrice, musicista e cantante di origini toscane, con una voce delicata, piena ed intensa, un timbro al tempo stesso cristallino e corposo, caldo e profondo. Due artisti, capaci di dare vita ad un progetto cantautorale personale e distintivo, libero da echi e sovrastrutture stilistiche usuali.

Si tratta di un album acustico, unplugged, undici tracce scandite da voci, cori, chitarre, charango, handclap, piatti, basso e contrabbasso, violini, harmonium, percussioni, marimba, glockenspiel, flauti, ghironda e cornamuse. Un LP che mescola ritmi sincopati, melodie dolci, malinconiche e senza filtri, un’anima soul, un’attitudine rock, arrangiamenti acustici in finger styling, richiami alla musica popolare folk, risonanze tribali, un sound elegante e ricco, ma al tempo stesso di una comunicatività disarmante. Il disco lascia che la musica crei un’atmosfera intima, introspettiva e delicata, da approcciare con cura. I testi, scritti in lingua italiana, sono raffinati, anticonvenzionali, frutto di un’accurata e minuziosa ricerca lessicale e di contenuto.

Il disco è stato pubblicato l’1 giugno scorso, per l’etichetta discografica Sciopero Records, distribuito da Self, Edizioni La Contorsionista. Paolo Enrico Archetti Maestri ne ha curato le registrazioni, la produzione e la direzione artistica. I musicisti che hanno preso parte al disco, oltre allo stesso Maestri, sono: Eugenio Merico, Andrea Cavalieri, Chiara Giacobbe, Andrea Negruzzo, Alan Brunetta, Simone Lombardo, Dario Mecca Aleina. Non siamo mai stati è stato registrato e mixato da Dario Mecca Aleina, presso lo studio Suoni e Fulmini di Rivalta Bormida, eccetto le chitarre in Song for Pietro e Rime di vita, registrate da Pietro Nobile all’Acoustic Design Studio di Milano. Il mastering è a cura di Alessandro Ciola presso Imagina Production, Torino.

Non siamo mai stati può essere considerato un concept album: i brani sono legati da un fil rouge, che in essi richiama spesso il tema della separazione e del distacco.

Il disco apre il sipario con Il vizio, brano che mette in risalto le qualità vocali di Sara, con i salti di tono, le variazioni di intensità e di coloritura vocale e la varietà ritmica, lasciando spazio all’interpretazione e all’espressività. A seguire, troviamo Nei suoi passi, un pezzo dall’intro accattivante e dal ritmo iniziale incalzante, sincopato. Lo sviluppo diviene delicato, morbido, snodandosi su un tappeto musicale di archi e chitarre, per poi tornare ad esplodere nel ritornello. Il brano sottolinea l’importanza di restare fedeli a se stessi. Il ritmo si inverte in Rime di vita, brano inizialmente misurato, per poi rivelarsi impetuoso e scrosciante, deliziandoci sul finale con uno strumentale di cornamuse. Qui si parla di una voce che canta rime di vita, sangue e ricordi, permettendo così di tornare a vivere e di recuperare la speranza. Lettera di morte apparente ci regala un’intensità omogenea in crescendo, è una lettera di saluto, di distacco da una persona cara. Ciliegio è un canto malinconico, che unisce la voce dolce e melodiosa di Sara ad un accompagnamento di chitarre ed archi. Il brano descrive in maniera aulica una vecchia casa con un ciliegio e si interroga su come fermare il tempo e salvare la strada percorsa. Subito dopo, parte L’ennesima canzone sul tempo, un duetto che mescola la voce femminile di Sara e quella maschile di Paolo Enrico Maestri, che è altresì autore del brano, in un dialogo di voci e chitarra. È un pezzo dolce che parla dello scorrere del tempo e della morte. A seguire L’abitudine, che in un vortice di chitarra pizzicata, handclap, voci dalla tecnica raffinata, parla dello stringere tra le mani l’abitudine di un ricordo che non si può salvare. Novembre è un brano che narra della perdita, del desiderio di parlare a qualcuno che non c’è più. Lo spettacolo autunnale descritto di un “novembre pietra” si contrappone a suoni squillanti, chitarre, voce e glockenspiel. Poi è la volta di Let’s Waltz, canzone triste nelle strofe, ma più animata nel ritornello, dove si alternano ghironda, archi, piatti, chitarre, marimba, harmonium e voce. Nella prima parte regna una calma malinconica, che va dissolvendosi nel ritornello, il quale richiama in parte le danze rinascimentali del ‘600 inglese. Anche questo brano narra dell’addio. E dopo l’intermezzo strumentale gioioso di Song For Pietro, con le sue chitarre, dapprima pizzicate poi suonate con la tecnica del tapping, come brano di chiusura del disco troviamo La linea della lama, un ensemble di flauti, chitarre, voce. Il contenuto del testo è pungente e dolce allo stesso tempo parlando metaforicamente del viaggio verso un luogo dove brilla l’essenza.

Un lavoro espressivo proposto con grazia, talento ed una semplicità sinuosa.

Track List

  • Il vizio
  • Nei suoi passi
  • Rime di vita
  • Lettera di morte apparente
  • Ciliegio
  • L’ennesima canzone sul tempo
  • L’abitudine
  • Novembre
  • Let’s Waltz
  • Song For Pietro
  • La linea della lama