Crap<small></small>
− Italiana, Jazz

Crap

Crap

2006 - Megaplomb
16/01/2007 - di
Dopo anni di prove e riprove dal vivo per l’Italia dei locali dove si fa il jazz esce per Megaplomb il disco dei Crap. Un quartetto di musicisti assestato nell’interplay e nella coesione interna dal 1997, anno in cui hanno cominciato a suonare insieme divertendosi ad abbandonare provvisoriamente le loro rispettive band e ritrovarsi ad improvvisare liberamente. Si sono sciolti nel 1999 e questo disco che esce ora è l’unica testimonianza in studio. Il gruppo è composto da Roy Paci, uno dei trombettisti più famosi in Italia non solo per gli Aretuska, ma per aver suonato con una sfilza lunghissima di grandi nomi che parte con Nicola Arigliano, passa per Capossela e Manu Chao e finisce con Zu. Al sassofono contralto ed al clarinetto basso c’è Edoardo Ricci (Jealousy party, Neem), alla batteria c’è Jacopo Andreini (Enfance Rouge) ed Helmut Cipriani al basso a sei corde.
Ogni brano del disco si sviluppa per conto suo e sempre in modo diverso, le forme se le inventano loro e le ricreano senza badare molto agli schemi. L’apertura del disco affidata ad una calda e strutturata “Ragno di burro” non deve ingannare, non deve far pensare ad un album dove vi siano chorus ed improvvisazioni così ben evidenziate. Il secondo brano permette da subito di prendere le misure con il procedere continuo della voce e degli strumenti.
Spiccano ovviamente in tutto ciò gli acuti della tromba di Roy Paci che si fa sentire parecchio ma senza diventare opprimente; in “Cluster away” ad esempio viene ben giocata l’interazione quasi antifonale fra sax e tromba che poi lasciano spazio al basso di Cipriani ed ai vocalizzi di Ricci.
Si ritorna all’unisono con un brano della durata molto breve, trenta secondi di “Bus muy rapido” che aprono a “Green fegatello” giocata con il clarinetto basso di Ricci e l’ostinato giro di basso e rumori di batteria che modificano nello svolgimento le atmosfere. Si fa sentire anche una certa ricerca del rumore, del verso strumentale mescolato alla vera e propria perizia. Il calore del suono e la spontaneità dell’improvvisazione sono quelle del miglior jazz legato alla tradizione ma che si rivolge ad esplorare vari territori musicali.
Ben riusciti l’attacco e lo svolgimento di “Attacco d’asma a Las Vegas” e bella la voce del basso nei sui brevi interventi in “Cani a pezzi”. La marcia veloce di “Devono church going family” e la versione live di “Gotine Rosse” chiudono un disco bello, coinvolgente all’ascolto e potente che però porta con sé la pecca che hanno molti gruppi fondati sulla performance live: la sfuggente incisività dei singoli brani su disco.

Track List

  • Ragno di burro|
  • Coda di cane|
  • Cluster away|
  • Bus my rapido|
  • Green fegatello|
  • Dark chicken|
  • Castrado|
  • Dolce roboante caotico|
  • Sudone|
  • Attacco d’asma a Las Vegas|
  • Cani a pezzi|
  • Duras|
  • Devono church going family|
  • Gotine rosse