Cousteau<small></small>
− Rock Internazionale, Pop

Cousteau

Cousteau

2001 - PALM PICTURES
08/11/2001 - di
Dopo gli anni omogenei del Brit-pop, sembra che qualcosa si stia proprio muovendo nel panorama d’oltremanica e anche i Cousteau rappresentano un tentativo di uscire da quegli schemi in cui la musica inglese è quasi riuscita ad imprigionare se stessa.
In memoria del comandante francese, oceanografo, studioso e instancabile promotore di immersioni, di cui portano il nome, i Cousteau si prefiggono di raggiungere le profondità della canzone pop e di esplorarne i fondali oscuri.
L’impresa è coraggiosa e apprezzabile, soprattutto se si considera che è la prima uscita in alto mare del gruppo, attrezzato di tanta passione, ma ancora di poca esperienza.
Uscito nel 1999 in patria e poi registrato nuovamente verso la fine dell’anno scorso per il mercato americano, questo disco rivela le capacità di Liam McKahey e compagni, abili quando hanno a che fare con atmosfere noir più che con pop songs vere e proprie.
Il gruppo non è ancora pronto per discese a grandi profondità in cui i Tindersticks e Nick Cave sono campioni, ma brani come “Your day will come” e “Jump in the river” lasciano intuire che lo sguardo è puntato nella medesima direzione. Come ogni buon esploratore, a maggior ragione se sostenuto da forze giovani, i Cousteau seguono rotte già battute, ma tentano anche qualche virata e inversione con l’intento di rendere unica la loro avventura.
Non sempre l’impresa riesce, alcuni brani rimangono a galleggiare in superficie, vittime di una leggerezza e di qualche errore di calcolo nella distribuzione dei pesi, ancora troppo languidi ed enfatici per scandagliare i fondali alla ricerca di tesori e di speci sconosciute.
Davvero affascinanti risultano invece “One good reason”, “Wish you were here” e “Of this goodbye”: quando sono tromba e violini a guidare i lenti movimenti in profondità, si trattiene il fiato, non per mancanza di ossigeno, ma per la bellezza delle immagini intraviste.
I riflessi dell’acqua, luci ed ombra inattese, la varietà del mondo sottomarino, procurano emozioni che ricordano quelle di un altro grande esploratore, David Bowie, capace in giovinezza di viaggi diametralmente opposti diretti verso le altezze infinite dello spazio.
Il blues finale di “Captain swing”, carico di noise, di striduli e di chitarre disturbate, è la cosa migliore del disco, forse un brivido per un incontro imprevisto o forse l’improvviso richiamo della terra ferma.
Una volta che tornate in superficie, vi troverete con le membra un po’ intorpidite, ma anche con qualche piccolo brivido sulla pelle. I Cousteau ancora non meritano riconoscimenti ufficiali o targhe commemorative dei loro viaggi, ma in futuro varrà la pena di ripetere con loro qualche immersione.


Discografia:

COUSTEAU 2000, PALM PICTURES

Track List

  • YOUR DAY WILL COME
  • |LAST GOOD DAY OF THE YEAR
  • |MESMER
  • |JUMP IN THE RIVER
  • |HOW WILL I KNOW
  • |(SHADOWS OF) RUINOUS BLUE
  • |YOU MY LUNAR QUEEN
  • |SHE DON’T HEAR YOUR PRAYER
  • |ONE GOOD REASON
  • |WISH YOU WERE HERE
  • |OF THIS GOODBYE
  • |TO KNOW HER
  • |RACHAEL LATELY
  • |CAPTAIN SWING