Live From Electric City - WASHINGTON, SEPTEMBER 08, 2018<small></small>
Americana − Rock − rock and roll boogie, honky tonk

Commander Cody And His Western Airmen

Live From Electric City - WASHINGTON, SEPTEMBER 08, 2018

2019 - Liberation Hall
17/12/2019 - di
George Frayne alias Commander Cody (nato a Boise, Idaho il 19 Luglio del 1944), eccentrico pianista barrelhouse e boogie-woogie è al timone e alla guida dal 1967 di un drappello di sciamannati e ripudiati dal santuario di country tradizionale, i Lost Planet Airmen che preferivano stimolarsi con un mix elettrizzante di rockabilly, country-rock, western-swing, rock and roll, boogie, honky-tonk, jump-blues e country music. Frayne si era invaghito di un film di fantascienza del 1950 che vede in un bar in TV, tale Commando Cody, una sorta di marziano dello spazio, una serie televisiva King Of The Rocket Man e il film s’intitolava The Lost Planet Airmen. Ciò nonostante ai ragazzi che suonano dapprima con lui il nome non piace e le sue prime formazioni invece diventano The Amblers (1962-1964) e Lorenzo Lightfoot And The Athletic Club And Blues Band (1966) ma essendo un tipo ostinato, una volta arrivato in California ecco rispuntare e per sempre il nome completo Commander Cody And His Lost Planet Airmen, tanto da riprendere per sé il nome dal personaggio principale. Con alcuni musicisti, i primi Lost Planet Airmen si sposta nella baia di San Francisco nel giugno 1969 (vive a Mill Valley, poi a Stinson Beach e a Berkeley dal 1970 al 1973).  La loro musica è contagiosa, votata al rockabilly, all’hillbilly, al rhythm and blues e al country-western con un’incontenibile energia e show davvero spiritosi, indiavolati e pieni di ironia.  Commander Cody è poco avvezzo ai compromessi artistici e senza grande feeling verso il rigido e schematico business discografico nonostante i suoi album live siano davvero speciali e godibilissimi.  I primi dischi sono eccezionali: Lost In The Ozone (1971), Hot Licks Cold Steel And Truckers Favorites (1972), Live From Deep In The Heart Of Texas (1974) e il doppio dal vivo We’ve Got A Live One Here! registrato in Europa nel 1976.

George Frayne è un’artista tutto tondo: pittore, scultore, scrittore, progettista, disegnatore, grafico, musicista.  

La loro musica e la loro cultura alternativa applicata al country sortiva effetti deliziosamente comici. Incapaci di prendere il rock sul serio, rimasero in margine al movimento, vivendo sulle impennate di eccentricità del loro leader e dei virtuosismi dei vari componenti di una band senza precedenti che fa ballare, muovere il piedino, divertire proponendo un meraviglioso insieme di rock e country a stelle e a strisce.

Commander Cody ha avuto successo nel 1972 con una cover di un evergreen dell’honky-tonk  come Hot Rod Lincoln ( un brano che risale al 1955) e il suo segreto di longevità, resistendo e superando mode e tendenze e di sapersi proporre con una miscela incandescente, trait d`union tra le nuove istanze del country-rock targato West- Coast e le radici proletarie e Blue Collar del rock and roll, declinato nel country.

Nel 1975 lui e la sua band hanno suonato in un solo anno circa 300 concerti ed è stato quasi impossibile ripetersi tanto che nel 1976 si sciolgono per poi riunirsi più volte e con formazioni largamente rimaneggiate e mutate.

 Oggi, nonostante la sua band viva  tra continui cambi e stravolgimenti della line-up, Commander Cody si mantiene attivo.

Nei suoi Lost Planet Airmen sono passati circa una settantina o forse più di musicisti tra cui strumentisti illustri e talentuosi come John Tichy (chitarra), Andy Stein (violino e sax), Lance Dickerson (batteria), Paul Buffalo Bruce Barlow (ex Charlie Musselwhite Band) al basso, il fratello Billy C. Farlow (voce solista, chitarra e armonica), Bill Kirchen (chitarra solista), Bobby Blue Black (pedal steel guitar e dobro), Austin De Lone (tastiere), Norton Buffalo (armonica). 

Nel 1986 un grave incidente, non guida lui, ma nella sua auto muoiono tutti e per tutto il 1987 rimane fermo restando zoppo e segnato per tutta la vita.

Una vita scapigliata, avventurosa, la passione per la pittura, per le auto veloci o da corsa (ne ha distrutte oltre una trentina tra cui tre Alfa Romeo) e la musica nel cuore. Ascoltando i dischi di Elvis Presley (il primo nel 1956) e del comico Stan Freberg capisce quel che voleva fare da grande: rock and roll con il senso dello humour e così lo fa ancora dopo 50 anni. A lui piace disegnare treni aerei, auto, camion, navi, cavalli, di cui colleziona da sempre disegni, libri e ritagli. 

Dal 1997 e nel nuovo millennio, nuova vita, nuova dimora (vive ora a Saratoga Springs nello stato di New York nella east-coast), nuova consorte, Sue Vecchio (di origini siciliane in provincia di Siracusa) ed ex moglie di Richard Casanova, violinista ex Lost Planet Airmen, The Moonlighters sul finire degli anni ’70 e negli Asleep At The Wheel.

Dal 1971 al 2019 Commander Cody con o senza band ha pubblicato oltre una trentina di album ed alcune compilation e ristampe ed ora si fanno chiamare Commander Cody And His Western Airmen.

Un artista ed una band se ancora non lo avete capito davvero fenomenali e con grandi dischi al seguito.

 Live From Electric City, il suo più recente lavoro discografico è stato inciso lo scorso anno dal vivo al Sunbanks Festival di Electric City, Washington l’8 Settembre del 2018 dove in un set di circa due ore hanno suonato oltre 20 brani di cui 11 sono in questo nuovo CD. La formazione vede Commander Cody alle tastiere e voce solista, il fido Tim Eschliman al basso e voce solista in alcuni brani (con lui in varie puntate da oltre 40 anni e produttore nonché titolare di una propria etichetta discografica la Globe Records di Mill Valley e Petaluma, California con oltre 20 album pubblicati  di diverse band), Sean Allen alla pedal steel (nella Hall Of Fame western-swing), chitarra e voce ed infine Steve Barbuto alla batteria con  il vecchio comandante da oltre 25 anni e qui voce solista nel loro classico Don’t Let Go.

L’iniziale One of The Nights (It’s Gonna Be One Of Those Nights) è il tentativo voluto e cercato di replicare il loro successo di Too Much Fun e viene composta dal chitarrista storico della band Bill Kirchen con lo stesso George Frayne e B.Farlow.

Oh Momma di oltre 4 minuti (Ticky-Frayne-Farlow) è uno scatenato boogie-woogie e già presente nel loro Live From Deep In The Heart Of Texas nel 1974 mentre Don’t Let Go firmata da Jesse Albert Stone ed incisa originariamente da Roy Hamilton nel 1958, è stato anche un singolo di successo per la banda di Old Commander nel 1975 per la Warner Bros.

House Of Blue Lights è uno standard, stile Dixieland, una canzone popolare incisa la prima volta nel 1946 e composta da Don Raye e Freddie Slack, quest’ultimo l’ha incisa con la cantante Ella Mae Morse e nello stesso anno cantata e registrata anche dalle Andrew Sisters ed ora uno dei cavalli di battaglia di Commander Cody.

In Hello Josephine (per la prima volta su disco per Commander Cody anche se suonata nei suoi set dal vivo per 50 anni), si respira nuovamente aria di New Orleans e di uno dei santoni del rock and roll della città, Antoine Fats Domino. Truck Drivin’ Man è un brano decisamente country, scritto e inciso da Terry Fell nel 1954 e nella sua band (Terry Fell And The Fellers) vi appare anche Buck Owens alla voce, quest’ultimo poi la canterà con successo anche da solista ed incisa in seguito tra gli altri da Ricky Nelson, Conway Twitty, New Riders Of The Purple Sage, Willie Nelson, Leon Russell, The Flyin’ Burrito Brothers, ecc..ecc. Hurry Babe è invece una canzone totalmente nuova e Boogie Woogie Country Girl che conclude il CD è relativamente nuova anche se non era mai apparsa in nessuno dei suoi album precedenti.

Rockabilly e rock and roll pulsante suonato divinamente con un Commander Cody incontenibile al piano ed una band che lo asseconda alla perfezione. 

Commander Cody è un vero maestro di cerimonia ed il suo barrelhouse piano, ovvero lo stile pianistico jazz praticato agli inizi del 20°secolo nelle bettole e nei bordelli di New Orleans, da cui deriva il nome, ha una matrice prevalentemente blues, a carattere fortemente percussivo con accenni al ragtime e allo stomp. Citando nuovamente alcuni brani del disco, segnaliamo Hello Josephine (scritta da Dave Bartholomew e Fats Domino ed incisa da quest’ultimo come My Girl Josephine nel 1960 su Imperial Records) che resta tra le mie preferite in assoluto e dal ritmo jump e R&B. Splendida la country song What’s The Matter Now con tanto di assoli di piano e pedal steel guitar e la stessa versione di Don’t Let Go con la batteria ed i piatti in evidenza a tenere il tempo e creare atmosfera. Indichiamo ex novo House Of The Blue Lights dal battito incessante, con assoli di chitarra e piano (in punta di dita) ed un basso onnipresente, emblema di un disco che piace incondizionatamente all’istante.

Track List

  • One OF These Nights
  • House Of The Blue Lights
  • Hello Josephine
  • Don’t Let Go
  • What’s The Matter Now
  • They Kicked Me Out Of The Band
  • Oh Momma Momma
  • Hurry Babe
  • Ain’t Nothin’ Shakin’ But The Leaves
  • Truck Drivin ‘ Man
  • Boogie Woogie Country Gkirl