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Jazz Blues Black − Impro − Avant

C.o.d. Trio

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2017 - No Flight Records
10/03/2018 - di
Il C.O.D. Trio é un combo milanese già ospitato in testata in occasione del loro Odd Original Songs (2012) che al momento resta probabilmente il vertice della loro proposta "alternativa". L`aggettivo in questione é sempre a rischio di fraintendimento potendolo leggere come sinonimo di complessità o di astrusione, categorie che in questo caso sono del tutto inapplicabili. Certamente il disco richiede voglia di ascoltare con attenzione, forse con un po` di sforzo e comunque con apertura mentale; chi si aspetta una session di puro intrattenimento resterà deluso, chi apprezza invece la libera elaborazione troverà pane per i propri denti.

Biagio Coppa (sax), Gabriele Orsi (chitarra) e Francesco Di Lenge (batteria)  offrono brani scritti di proprio pugno con approccio basato su armonie open key, su lick più che melodie, su momenti più che trame. I musicisti propongono cenni più che discorsi elaborati dando vita a strutture logiche non sempre compiute; nel miglior stile alla Coleman sovente si resta sospesi e sorpresi.

La struttura classica di tipo ABA é utilizzata di frequente con passaggi flessibili che la rendono riconoscibile ma non scontata; il brano di esordio per esempio diluisce il tema con percussioni esotiche, chitarra eterea e sax vagamente tematico che rendono il tema quasi ipnotico; a questo si succede una fase B basata su beat secco, chitarra punteggiata e tema diverso per poi riprendere la parte A. Non é la tradizionale alternanza di chorus; il passaggio da un momento al successivo ha un effetto in stile raga con un`amalgama lodevolmente creata dall`interazione organica degli strumenti.

Un elemento ricorrente e di rilievo é il sapiente uso dello staccato e della sincope (Gold Digger  e Casuale). Qui l`effetto a singhiozzo evocato da tutti gli strumenti si unisce a unisoni efficaci che conferiscono forza all`esecuzione; il ciclico rondò unito alla tensione della voce del sax e al gioco della batteria crea un effetto ad elastico efficace.

In generale ci si trova di fronte a strutture consistenti molto analizzate, scomposte, segno di modernità e di imprevedibilità; uno dei vertici, a parere di chi scrive , si trova in The Same for Me. Un esordio diverso, senza tema ma basato su cenni sonici, evolve in una fusione delle voci strumentali che entrano in sintonia. La cosa di maggior rilievo riguarda le frasi singole che appaiono accennate, incompiute, buttate lì, ma si risolvono in un integrazione che dà vita a un vero e proprio discorso.

La capacità di accennare, sviluppare, unirsi in gruppo e riassumere in conclusione appare la dote più di rilievo di questo combo che dimostra di avere idee molto chiare; stimola nell`enunciazione, provoca nell`apparenza dell`esitazione ma poi chiarisce nelle conclusioni.

Il disco é oggettivamente "difficile" da seguire nel senso dell`imprevedibilità dei passaggi ma, a posteriori, il tutto risulta logico e coerente; il gruppo dimostra chiaramente la differenza tra invenzione e improvvisazione valorizzando le composizioni con un`evidente dimensione progettuale che conferisce contenuti e non solo sensazioni.
Qui più che sudare si ragiona, si usa il cervello e non la pancia . Per chi ha voglia di sforzarsi un po` ..... attitudine rarissima ai giorni nostri ma l`unica destinata a portare soddisfazioni serie e durature.

Track List

  • 01 Indian jersey
  • 02 Gold Digger
  • 03 Casuale
  • 04 Get Moving
  • 05 Pangea
  • 06 The Same For Me
  • 07 Amsterdam Avenue

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