Raisin `Cain <small></small>
Jazz Blues Black • Blues • Rock

Chris Cain Raisin `Cain

2021 - Alligator Records

23/04/2021 di Nicola Olivieri

#Chris Cain #Jazz Blues Black#Blues

Aveva solo tre anni quando ha assistito per la prima volta ad una esibizione del grande BB King e, genitori a parte, è probabile che la chitarra del grande Re abbia sortito una specie di imprinting sul nostro Chris Cain. Probabilmente quel concerto, nonostante la giovane età, e un’educazione ricca di riferimenti musicali impartita da suo padre hanno contribuito a far nascere in Chris la grande passione per la musica, tanto da stimolarlo a studiare da solo la chitarra ad appena otto anni. Quando un buon seme attecchisce e inizia a germogliare i risultati si vedono presto, molto presto.

La sua formazione musicale vede inizialmente una certa dedizione al jazz, genere dal quale apprende le tecniche di improvvisazione, ma è il blues la musica che lo consacrerà come un grande chitarrista, riconosciuto come tale dallo stesso BB King.

Sul finire degli anni ’80, esattamente nel 1987, esce il suo primo disco, Late Night City Blues. A distanza di poco più di trent’anni Chris Cain pubblica Raisin’ Cain, suo quindicesimo album (non è stato facile stabilire quanti dischi abbia registrato, ma dovrebbero essere una decina quelli ufficiali e il resto raccolte e bootleg. Il sito ufficiale, per esempio, non riporta nella discografia le sue prime registrazioni), e lo fa con una major che è una vera e propria icona della musica blues, la Alligator Records. 

Raisin’ Cain si compone di dodici brani originali, ed è sicuramente il lavoro migliore di Cain, all’interno del quale è custodita tutta l’esperienza blues e la cifra stilistica del suo autore, che ha chiaramente fatto tesoro dell’insegnamento di grandi maestri quali il già citato BB King, Ray Charles e Wes Montgomery per nominarne solo alcuni.

I dodici brani del disco propongono un blues tirato e coinvolgente, con assoli di chitarra che regalano all’ascoltatore momenti di trascinante passione, alternato ad un blues più calmo e sofferto ma non per questo meno appassionante. I testi sono riflessioni dell’autore (a volte ironiche a volte drammatiche) più di carattere generale che personale, soffermandosi ad esempio su ciò che serve ad un uomo per sentirsi felice e realizzato, sul rapporto di coppia, le responsabilità che pesano e il conseguente senso di liberazione. “Suono e scrivo meglio che mai - dichiara Chris Cain - e la mia scrittura ora è un diario meno personale che in passato. Voglio che le mie canzoni raccontino storie universali"

Un grande artista come Chris Cain non è tale solo perché è bravo di suo, è creativo, suona la chitarra come un Dio e ha una bella voce blues, è grande anche perché sa circondarsi di ottimi musicisti con i quali dimostra di avere un feeling notevole che, a conti fatti, si rivela essere l’asso nella manica di questo disco. La chitarra o il piano di Cain fraseggiano sempre su un amalgama di suoni dove si riconoscono il basso di Steve Evans, l’organo di Greg Rahn, il drumming di Darrik Martin e Sky Garcia, mentre la sezione fiati (composta da Michael Peloquin, Mike Rinta, Jeff Lewis e Droug Rowan) conferisce ai brani un piacevole retrogusto funky.

Molto interessanti le note di copertina firmate da Dick Shurman.

Concludendo, il blues in questo disco è rappresentato alla grande a tutti i livelli possibili e per questo Raisin’ Cain non dovrebbe mancare in nessuna collezione di blues che si rispetti. Un lavoro caldamente consigliato.

 

 

 

Track List

  • Hush Money
  • You Won&rsquo;t Have A Problem When I&rsquo;m Gone
  • Too Many Problem
  • Down On The Ground
  • I Believe I Got Off Cheap
  • Can&rsquo;t Find A Good Reason
  • Found A Way To Make Me Say Goodbye
  • Born To Play
  • I Don&rsquo;t Know Exactly What&rsquo;s Wrong With My Baby
  • Out Of My Head
  • As Long As You Get What You Want
  • Space Force

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