LUCIDINERVI<small></small>
Emergenti

C.f.f. E Il Nomade Venerabile

LUCIDINERVI

2009 - Otium Record/CNI Music
05/08/2009 - di
Dopo un demo e due cd, i pugliesi C.F.F. e il Nomade Venerabile tornano con un nuovo lavoro per la Otium Records, con distribuzione CNI Music, con illustri collaborazioni, una line-up rinnovata, sonorità più asciutte e una potenziata intensità indie-rock. Partiamo dal noto: le nuove versioni di ´Io sono un albero´ e ´In cima al nulla´ affondano più profonde le loro radici nella terra con la batteria e la chitarra elettrica in evidenza sui synths. Le sonorità di questo album sono infatti più rotonde e definite rispetto al passato, come il pianoforte de ´Il senso della rivolta´, i rullanti della batteria, le chitarre irrobustite dall’entrata nel gruppo di Fabrizio Lavegas che si aggiunge ad Anna Surico. La trama musicale è diventata più semplice, limpida e sobria, per lasciare in piena luce il pathos di interpretazioni eleganti, talvolta anche parlate, e la preziosità delle parole, in versi a volte epigrammatici, conchiusi come gemme che ritagliano colori dei paesaggi naturali e racchiudono sensazioni molteplici. Un brano su tutti si staglia per la levigatezza e lo splendore formale, ´Amore´, duetto sensuale e sontuoso con Paolo Benvegnù, nella misura classica del piano di Monica Notarnicola e del violoncello di Guglielmo Ridolfo Gagliano, nell’afflato poetico e passionale scolpito nelle metafore dei versi, nell’accensione sublime dei sensi e dell’animo nel ritornello. Nel nome di numi tutelari come Benvegnù e in quello storico di De Andrè di ´Ho visto Nina volare´ (con la voce e la chitarra elettrica di Paolo Enrico Archetti Maestri e la fisarmonica di Fabio Martino degli Yo Yo Mundi), si può inquadrare il cammino verso il cantautorato compiuto negli ultimi anni dalla band, che ritroviamo molto cresciuta in consapevolezza e raffinatezza, decisa a continuare un percorso ricercato ed insieme pregno di una drammaticità discreta, ma di presa diretta, che ricorda le scelte di artisti come i La Crus. Si pensi ad esempio all’intensità di ´Un jour noir´, aperta dalla voce di Umberto Palazzo dei Santo Niente, capitolo più fondo e vertiginoso del disco che musica ´Spleen´ di Baudelaire, dal mood scuro scandito dalla batteria e incupito irresistibilmente da riff distorti di chitarra elettrica. Il ritmo subisce un’accelerazione, infine, vorticosa e gonfia della confusione e dell’amarezza di pensieri da ´asciugare´, seguendo il contachilometri del viaggio fisico e interiore dell’ultima traccia, duetto con Franz Goria dei Petrol, in cui tornano i ritratti a brevi pennellate di fiele di ´Troppa vita mi dai´ per descrivere con le parole del bassista Vanni La Guardia l’istantanea di una società corrotta dalla ´noia viziosa che gocciola violenza´ e dall’ ´arroganza sottile che stupra la storia´. Lo scrigno dei C.F.F. si apre un’altra volta per regalarci piccoli tesori, sempre di maggior valore, di prestigio sempre più nazionale, sempre più lucidi della luce obliqua e densa che illumina a colpi di lampi visionari e ´deterge´, in forme più limpide del passato, gli impulsi e le tensioni. Dei nervi e dell’anima.

Track List

  • LA PAZIENZA DELLE QUERCE
  • IL SENSO DELLA RIVOLTA
  • AMORE
  • IO SONO UN ALBERO (REMIX 2009)
  • HO VISTO NINA VOLARE
  • IN CIMA AL NULLA (REMIX 2009)
  • UN JOUR NOIR
  • UN LUNGO VIAGGIO IN AUTOSTRADA

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