Evangelista<small></small>
− Cantautore, Dark

Carla Bozulich

Evangelista

2006 - Constellation
12/06/2007 - di
Quello della Constellation è un marchio ormai riconoscibile: doveste trovarvi indecisi di fronte ad un disco e accorgervi che l’effige sul retro è quella della label canadese, non state tanto ad arrovellarvi tanto su che tipo di suono e atmosfera sia costruito il cd. Il mood sarà quello funereo, ossessivo e preferibilmente lento che abbiamo imparato a seguire in tanti album, a partire da quelli dei Godspeed You! Black Emperor.
Non fa eccezione Carla Bozulich, osannata dalla critica per questo suo esordio ormai datato 2006: nove canzoni, ma si farebbe meglio a dire nove pezzi, anzi nove schegge che si conficcano nelle orecchie e lasciano fastidiosi ronzii.
Viene subito in mente quella Elizabeth Anka Vajagic, di cui avevamo apprezzato soprattutto l’opera prima, “Stand with the stillness of this day”: i punti in comune più evidenti sono l’appartenenza alla medesima etichetta e una certa somiglianza nell’artwork, ovviamente tetro, particolari che in questo caso significano molto.
Anche la Bozulich infatti sembra estrarre le sue canzoni dalla tomba del cuore, profanata ad ogni esecuzione con una voce angosciata e con arrangiamenti che fanno sudare freddo.
A differenza della collega però ha un approccio più estremo che sfocia nel noise e in storture condotte anche con qualche loops e samples. Esemplare è in questo senso l’uso degli archi suonati più che altro per produrre stridore.
Ne esce un disco in cui la voce, più che cantare, si impegna a declamare in modo straziante e tormentato, quasi che fosse nel mezzo di un esorcismo. Il suono poi poggia spesso su spazi resi agghiaccianti dagli interventi delle chitarre e dell’organo che puntano a creare anfratti e vuoti spasmodici.
A colpire così è l’insieme a dir poco spettrale e proprio questo salva parte del disco dalla monotonia. Per entrare nel mondo della Bozulich bisogna essere attratti dall’inconscio e dai suoi antri più oscuri, quelli che escono dalla lunga e recitata “Evangelista I”, con tanto di sermone recuperato dal 1936 (la voce è quella di un vero preacher), oppure dal traditional “Steal away” che diventa un gospel spezzato e dannato. C’è anche una cover di “Pissing” dei Low, che è forse l’episodio più “accessibile” del lotto, una sorta di mantra slow-core con violino, casio e contrabbasso.
Dal fondo dei pezzi poi i noise creano spesso interferenze ergendosi a squarci di rumore distorto, trascinati dalla voce della stessa Carla, invasata come quella di una Patti Smith abbandonata a sé stessa.
Se la Vajagic riusciva a far innamorare l’ascoltatore provocando in qualche modo compassione, la Bozulich lo spaventa mettendogli di fronte tutti i suoi turbamenti.

Track List

  • Evangelista I|
  • Steal away|
  • How to survive being hit by lightning|
  • Inside sleeps|
  • Baby, that’s the creeps|
  • Pissing|
  • Prince of the world|
  • Nels’ box|
  • Evangelista II

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