Mitch<small></small>
Italiana − Alternative − indie-pop

Canadians

Mitch

2018 - Bello Records
30/09/2018 - di
Criogenizzati dal 2011 i Canadians, tra le prime band indie della musica italiana, ritornano con il terzo album: Mitch. Tornano dopo lo scioglimento avvenuto a seguito della pubblicazione del fortunato The Fall of 1960 (2011), che li portò a trionfare all’Heineken Jammin’ Contest e ad un’alta rotazione sulle radio nazionali e su MTV, ma con un notevole cambiamento: il quintetto si riduce ad un trio formato dai soli Duccio Simbeni (voce e chitarra), Massimo Fiorio (basso) e Christian Corso (batteria).

Undici tracce che di nuovo hanno poco, ma che riportano a quel sound che caratterizzava l’indi-pop di quindici anni fa, tutto molto orecchiabile e senza impegno. Mitch sembra strizzare l’occhio al pop-punk dei Blink-182, agli arrangiamenti anni ’90 degli Ash, con qualche sfumatura new vave del periodo più radio-friendly dei Cure.

Il nome dell’album è un omaggio all’ex componente del gruppo Michele “Mitch” Nicoli il quale ha messo a disposizione ai tre la sala prove. Il disco si apre con l’elettrica What I Could Be and I’m, apristrada a ciò che sarà tutto il disco, melodie spensierate, un po’ come i testi che non hanno spessore ideologico, ma sono testimonianza di una generazione passata. In questa prima traccia si racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, il tutto davanti ad una partita di bocce in spiaggia. Si passa alla più acustica To the End, nostalgia delle prime storie mai dimenticati; amori non corrisposti sono al centro di Girl from outer space, “singolone” che potrebbe far pensare ai Blink-182. Una boccata d’aria arriva a metà disco con Dying For You, che ci fa rimpiangere il sound che caratterizzava la band dieci anni fa. In Jennifer Parker ed In my Dreams si celebra l’amore per il cinema anni ’80: la prima è un’ode alla protagonista femminile di Ritorno al Futuro mentre nella seconda canzone si parla di due film cult del passato, Explorers e Navigator. Il disco si chiude con Epiphany Day, probabilmente il punto massimo dell’intero album.

Mitch è un ritorno che sembra più l’esordio di un gruppo già maturo, una réunion ormai forse fuori tempo massimo, pur essendo un piacevole ricordo per chi, con nostalgia, ha vissuto l’indie di inizi secolo.

Track List

  • What I Could Be And I’m Not
  • To The End
  • Girl From Outer Space
  • It’s Gone
  • Sometimes
  • Dying For You
  • Something Broken
  • Jennifer Parker
  • Charlie The Goose
  • In My Dreams
  • Epiphany Day