When the Wind Forgets Your Name<small></small>
Rock Internazionale • Alternative • Indie Rock

Built To Spill When the Wind Forgets Your Name

2022 - Sub Pop Records

31/10/2022 di Gianluca Crugnola

#Built To Spill #Rock Internazionale#Alternative #Built To Spill #Doug Martsch

A distanza di sette anni dall'ultimo album d'inediti e due dal tributo a Daniel Johnston, Doug Martsch e la sua creatura Built To Spill tornano a cavalcare con eleganza l'indie statunitense sulle note di When The Wind Forgets Your Name. La band dell'Idaho celebra trent'anni esatti d'attività con nove brani che rappresentano il perfetto sunto di tutta una carriera. I Built To Spill da anni sono portabandiera dell'indie-rock che suona un angolo importante del Pacifico nord-occidentale nonostante Martsch abbia rallentato il ritmo delle pubblicazioni, allungando il lasso di tempo tra i dischi a cinque o sei anni senza tuttavia mai scomparire del tutto.

Il sound è riconoscibile, riconducibile ai classici Built To Spill anni novanta con diverse attualizzazioni sperimentali, diversi cambi di formazione, anche questi un classico nella storia del gruppo sempre in evoluzione ad eccezione del fondatore, chitarrista e cantante; la voce di Doug, marchio di fabbrica, unica, crea l'atmosfera pop che attraversa le nove tracce presentate da un artwork quantomeno stravagante, appariscente, in contrasto con la totale assenza di teatralità nella proposta musicale, rock sperimentale, chitarristico senza ambizioni di successo, fedeli all'indipendenza artistica e creativa nonostante quasi tre decenni su major e il coronamento solo ora di legarsi alla Sub Pop Records per rafforzare la posizione underground di un progetto di nicchia, meravigliosamente idealista e originale.

When The Wind Forgets Your Name si apre con il singolone Gonna Lose, un trionfo di riff chitarristici molto seventies per poi rilassare l'ascolto nelle successive ballad fino a Rocksteady che riprende l'impeto iniziale in salsa dub, un po' di sperimentazioni qua e là Spiderweb - Never Alright e la chiusura psichedelica di Comes a Day. Il vento potrà dimenticare il nostro nome, noi mai quello dell'indie più autentica e genuina, Built To Spill.

Track List

  • Gonna Lose
  • Fool`s Gold
  • Understood
  • Elements
  • Rocksteady
  • Spiderweb
  • Never Alright
  • Alright
  • Comes a Day