Alma sessions<small></small>
− Easy-list, Soul

Bruno E

Alma sessions

2005 - Ether Records / Audioglobe
09/09/2005 - di
Bruno E è presentato come uno sperimentatore, tra i primi in Brasile a lavorare con hip-hop, drum’n’bass ed elettronica.
Non conoscendo i suoi dischi precedenti, tra cui anche alcune dance compilations di rilievo negli anni ’90, possiamo basarci solo su questo “Alma sessions”, risultato di un lungo lavoro compiuto in studio.
Oltre ad aver scritto tutti i brani, Bruno E ha svolto soprattutto un grosso lavoro di produzione per rendere omogeneo un disco a cui partecipano diverse voci da Xantonè Blacq a Tom Zè, da Patricia Marx a Sarah Ann Webb. Ne è uscito un prodotto di livello internazionale che risponde all’estetica moderna dai toni caldi di Bruno E: “Alma sessions” è un disco cool, in cui il soul moderno si dissolve nell’hip-hop, nell’acid-jazz e anche nel chill-out.
Già da queste coordinate, si può intuire che l’album sfiora l’easy listening, pur se in modo delicato: Bruno E è abile a coagulare la varie voci a disposizione e a tessere uno sfondo di arrangiamenti in cui si intravede qualche raffinatezza in vago stile jazz.
A lasciare qualche dubbio sono tracce come “… Is love” e “Welcome home” che suonano troppo costruite. Bruno E delude quando si adagia su un tappeto d’archi e di tastiere, quando ammicca troppo con le voci giocando a doppiarle ed ad accoppiarle come in “Welcome home” e “Sons”. In questi casi ne risulta un ibrido in bilico tra il soul e l’r&b moderno, che di anima ne hanno ben poca.
Le cose vanno meglio invece quando la ritmica si smuove leggermente come in “Claras revoluções” carezzata da un piano Fender Rhodes o come in “Mister Modernismo”, che è l’episodio migliore del disco: qua gli archi sposano bene la ritmica e Tom Zè offre una prestazione vocale in cui si percepisce un’anima brasiliana.
Quello che manca ad “Alma sessions” è proprio quel calore sudamericano che Bruno E sfiora solo minimamente dopo averlo rievocato nella copertina: se solo avesse osato giocare di più con le poliritmie tipiche della sua terra, pezzi come “Alma (take 2)” avrebbero goduto di un’anima più profonda. Così invece rimangono solo degli esercizi di soul creato in studio, che lasciano con una sensazione d’ascolto troppo provvisoria: non basta qualche lieve passaggio di breakbeat, di drum’n’bass e di acid jazz per colmare un spazio che con fiati e percussioni si sarebbe potuto gestire meglio, se solo questi strumenti fossero stati usati più delle macchine in studio.
In “Alma sessions” la sperimentazione rimane solo un fattore estetico che non trova la formula giusta per risultare viva e convincente.

Track List

  • Soul storm|
  • Alma|
  • Mister Modernismo|
  • … Is love|
  • Feel|
  • A tempestade|
  • Welcome home|
  • Claras revoluções|
  • Sons|
  • Alma (take 2)|
  • The birth of a star