The Legendary 1979 No Nukes Concerts<small></small>
Rock Internazionale • Rock

Bruce Springsteen and The E Street Band The Legendary 1979 No Nukes Concerts

2021 - Sony Music

25/12/2021 di Pietro Cozzi

#Bruce Springsteen and The E Street Band#Rock Internazionale#Rock #No Nukes #MUSE #Madison Square Garden #Roy Bittan #Clarence Clemons #Max Weinberg

I can't stop this thing!” è un classico urlaccio springsteeniano da concerto, lanciato nel tentativo di domare le gioiose code musicali dei suoi pezzi più festaioli. “Come la fermo 'sta roba?”. Domanda retorica, quella del Boss: potente e “calorosa” come un'inarrestabile fissione nucleare, l'energia della E Street Band ha il vantaggio di non nuocere alla salute, anche quando va clamorosamente fuori controllo. Quella a cui però assistettero i convenuti al Madison Square, nelle due serate del 21-22 settembre 1979, fu piuttosto una fusione, un'eruzione di calore da “compattamento”, provocata dalla durata forzatamente limitata delle performance all'interno di scalette che prevedevano l'intervento di diversi artisti. Non erano passati neppure sei mesi dall'incidente alla centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania, quando Springsteen rispose alla chiamata del Muse (Musicians United for Safe Energy), un collettivo di musicisti (Jackson Browne, Graham Nash, Bonnie Raitt, John Hall) fondato per sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi del nucleare. Ne nacquero due show bonsai, in cui l'epopea dei concerti di Bruce, quel tourbillon di emozioni abituato a srotolarsi su tempi lunghissimi, si trasforma in un purissimo distillato della sua arte di allora, che ora possiamo tracannarci tutto d'un fiato e senza troppe menate di contorno. Terminati il tour di Darkness e le registrazioni di The River, il nostro eroe è assiso all'apice della sua carriera, nel punto in cui i suoi live hanno scovato la formula perfetta che sintetizza cruda energia rock, filosofia blue-collar, struggente romanticismo e attitudine festaiola. Quattro ingredienti che mesce con sapienza, da consumato stregone, sostenuto da compagni di viaggio che ne condividono la ruvida istintività.

Quello che ascoltiamo è uno Springsteen per la prima volta in versione politica, coinvolto in un autentico movimento di protesta. Un esordio importante per uno che in carriera non ha predicato rivoluzioni ma piuttosto rinascite e resurrezioni, prima attraverso titaniche resistenze e vie di fuga romantiche e poi lavorando alla costruzione di un solido senso di comunità familiare e sociale, fino all'approdo all'attuale riformismo di marca obamiana. L'effetto è strano, perché l'adesione alla causa è sicuramente sincera, ma il messaggio sopra e sottotraccia alle due performance, così come la sensazione che lasciano, si staglia indubitabilmente più vasto e più potente di qualsiasi pur condivisibile battaglia sociale. Bruce si impone come l'eroe rock universale, impossibile da ridurre o piegare a servizio di un singolo tema, con il rischio di snaturare la sua forza di artista, che invece è ancora tutta lì a più di quarant'anni di distanza. Dopo Chernobyl e Fukushima il dibattito sul nucleare rimane ben aperto, stretto come spesso capita tra contrapposte contorsioni retoriche, mentre lo Springsteen 1978-79, con questa memorabile coda newyorkese, è un'indiscussa pietra miliare del canone rock di tutti i tempi.

Che dire dunque della musica che non sia già stato detto? La E Street Band macina un suono unico, prodotto da un'inimitabile confraternita di dilettanti (absit iniuria verbis!) dove nessun provetto professionista del suo strumento condiziona la magia dell'insieme. A dimostrarlo basterebbe la sequenza iniziale Prove It All Night-Badlands-The Promised Land, con quest'ultima che sferraglia piacevolmente prima di mettersi in carreggiata. La coinvolgente progressione emotiva dei brevi assoli rimane immutata e continua ad esaltarci, anche senza particolari contorsioni tecniche. Pure And Easy, per citare un'altra band di fuoriclasse. The River, ancora vergine di performance e di preamboli parlati, suona incredibilmente dolente e perfettamente aderente al testo, e Roy Bittan – unico vero professor – si prende la cura di siglarla con dei magistrali titoli di coda. Ma a colpire è soprattutto la cura nella resa dei pezzi più disimpegnati, dai mille colori di Rosalita, che esce forse dal disco più colorato ed esotico di Springsteen, alla calorosissima Sherry Darling dai profumi vagamente spanish, che nel finale lascia scorrazzare liberi Weinberg e Clemons nelle praterie del rock'n'roll. Perché quando volevi alzare il termometro emotivo del concerto, e portarlo vicino al punto di fusione, il testimone passava a Big Man, sacerdote del puro godimento ma anche del romanticismo stradaiolo. Cosa sarebbe stata la canzone-romanzo Jungleland, di cui continua a stupirci l'eccezionale gioco d'incastro tra i diversi capitoli, senza il suo sassofono?

Per chi già ha frequentato e magari collezionato l'infinita saga springsteeniana on stage, questo No Nukes non è una novità ma piuttosto la conferma dell'inossidabilità di uno stile, che in quell'epoca raggiunse lo zenit. Palchi spogli, scenografie minime e nessun trucco per uno show che è soprattuto una cascata di ruvida energia - seppur in formato ridotto - e di incontrollabile euforia. Chissà che non ne resti fulminato anche qualche millenials, affacciandosi magari per la prima volta sul più potente ed ecologico reattore del New Jersey e ingrossando le fila degli innamorati del Boss. Tutti gli altri, si sa, banalmente non l'hanno mai visto dal vivo...

 

 

 

Track List

  • Prove It All Night (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/22/79)
  • Badlands (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/22/79)
  • The Promised Land (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/22/79)
  • The River (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/22/79)
  • Sherry Darling (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/22/79)
  • Thunder Road (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/21/79)
  • Jungleland (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/21/79)
  • Rosalita (Come Out Tonight) (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/21/79)
  • Born to Run (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/21/79)
  • Stay (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/22/79)
  • Detroit Medley: Devil with the Blue Dress On / Good Golly Miss Molly / C.C. Rider / Jenny Take A Ride (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/21/79)
  • Quarter To Three (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/22/79)
  • Rave On! (Live at Madison Square Garden, New York, NY - 09/21/79)