Millenovecentosettantatre<small></small>
− Italiana, Indie

Bron Y Aur

Millenovecentosettantatre

2007 - Wallace Rec./ Audioglobe
19/11/2007 - di
Quale sia il significato celato dietro al titolo dato al loro nuovo lavoro, bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati. “Millenovecentosettantatre”, infatti, si presta a svariati significati, tutto sta nel capire se il riferimento sia ad un numero o indichi proprio l’anno, o se abbia piuttosto un legame con qualcuno della band, con l’intero ensemble o con qualche avvenimento specifico.
In circolo sin dal 1995, i Bron y Aur sono un gruppo di estrazione prettamente rock radicato nei ’70 (Led Zeppelin e Black Sabbath come punti di riferimento), che nel corso degli anni ha subito l’influenza di generi come il kraut-rock ed il free-jazz dando vita ad un sound originale e mostrandosi come una delle formazioni più poliedriche della scena indipendente in grado d’interagire anche con musicisti di diversa estrazione.
I Bron y Aur fanno tesoro di tutte queste esperienze e le mettono in pratica nelle quindici composizioni contenute in “Millenovecentosettantatre”, a partire dalle rilevanti collaborazioni: troviamo infatti un esperto del digitale come Simon Balestrieri in cabina di regia e a supporto strumentale dei quattro membri originari (Marco Mazzoldi, Luca Ciffo e Fabio Ferrario (alias Fiè) della Fuzz Orchestra, e Fabio Cerina dei Plasma Expander).
I brani vivono della continua tensione creata dall’incontro dei singoli strumenti convenzionali (basso, batteria e chitarre) e non, con apporti analogici di vario genere, mentre il cantato di Luca Ciffo nelle sue varie sfumature diventa quasi un pretesto per colorare le canzoni ed accompagnare i suoni che i quattro esplorano in un minuzioso lavoro fatto d’improvvisazioni.
I pezzi si sgretolano tra assalti sperimentali di stampo avant-noise (“Changing like the weather” e “Useless”), echi seventies (“Mongrel dog” e “Muds”), innesti analogici (“The box”), attacchi grind-hardcore (“Black Samba) o blues spettrali (“Doom blues”).
Un disco che dà prova della la maturità ormai quasi compiuta di questi musicisti che dimostrano di sapere il fatto loro in un ambiente come quello indipendente italiano dove è difficile far emergere predisposizioni musicali “diverse”.

Track List

  • Changing like the weather|
  • Lights out blues|
  • The box|
  • Mongrel dog|
  • Muds|
  • Useless|
  • Chain gang|
  • Black Samba|
  • Era luglio|
  • And I|
  • Poi venne agosto|
  • Doom blues|
  • E così passò l’estate|
  • Cutting our teeth|
  • Fly CIA