Rolling Golden Holy<small></small>
Rock Internazionale • Alternative

Bonny Light Horseman Rolling Golden Holy

2022 - 37D03D

12/11/2022 di Laura Bianchi

#Bonny Light Horseman #Rock Internazionale#Alternative

Strano destino, quello del supertrio formato da Anais Mitchell, Eric D. Johnson e Josh Kaufman, ossia Bonny Light Horseman: il loro progetto omonimo, che era loro valso una nomination ai Grammy per il miglior album folk, sembrava restare un unicum, ancorché validissimo, un riuscito tentativo di coniugare tradizione e innovazione. Invece, i due anni trascorsi hanno evidentemente fatto bene al trio, che ha iniziato a comporre brani originali, e a cui è tornato il desiderio di riunirsi e di suonare insieme.

Con Rolling Golden Holy, i BLH ci donano quindi un pugno di ballate che suonano insieme antiche e contemporanee, grazie all'esperienza dei tre, alla voce carismatica e rilassata di Mitchell e ad un lavoro di produzione efficace e competente. Nelle dieci tracce del disco, l'ascoltatore più attento potrà cogliere echi delle ballate inglesi, di quelle appalachiane, ma anche delle harmonies di Fleetwood Mac o dei Grateful Dead (Rolling Golden Holy), e rimarrà deliziato dai tocchi sonori, che costellano tutto il tessuto musicale: ora un fingerpicking (Gone by fall), ora un'armonica (Summer Dream), ora un banjo di Johnson intrecciato al sax di Lewis (Sweetbread).

Ma anche le storie raccontate rappresentano un interessante amalgama fra passato e presente; se Comrade Sweetheart evoca un'ambientazione di inizio Novecento, nel solco di Guthrie o Seeger, le voci narrano invece una storia d'amore eterna, in cui i due amanti si promettono di prendersi cura l'uno dell'altro, nella loro lotta per cause sociali, che potrebbero essere quelle contemporanee. Ancora, le riflessioni di una donna ferita in Exile (You know I’d fly right into the eye of the hurricane for you) si corroborano con il ritmo di JT Bates, che si incrocia con le tessiture del banjo.

Un altro esempio invece è costituito da Fleur de Lis, in cui la suggestione è evidentemente tratta dalle ballate britanniche, come The Rose of England, ma nella quale il gruppo fatica a trovare un equilibrio fra il sintetizzatore, la chitarra elettrica e il dulcimer, che però finisce col restare soffocato dal tentativo di reinventare lo schema del folk.

Nel complesso, però, l'ascolto è piacevole, e la bravura del gruppo dona al lavoro un impianto coeso e originale; da ascoltare live, per verificarne la resa qualitativa.

 

Track List

  • Exile
  • Comrade Sweetheart
  • California
  • Summer Dream
  • Gone by Fall
  • Sweetbread
  • Someone to Weep for Me
  • Fleur de Lis
  • Fair Annie
  • Cold Rain and Snow