Sixteen grand slams from sugar hill records<small></small>
− Country, Americana

Bluegrass All-stars

Sixteen grand slams from sugar hill records

2004 - Sugar Hill
21/05/2004 - di
Sugar Hill, importante riferimento discografico per la musica tradizionale americana, ha pensato bene di rendere omaggio a sè e ai suoi artisti, con una compilation che raccoglie le sue migliori produzione di 25 anni di vita: di sicuro un´operazione celebrativa, ma con l’obbiettivo di introdurre nuovi ascoltatori nel mondo del bluegrass, old time e country-music (compreso il sottoscritto ndr).Una raccolta di ben 16 brani, alcuni di essi rimasterizzati e restaurati per omaggiare i vecchi fan con una maggiore qualità sonora.
Questo disco ripercorre le miglia polverose che Barry Poss, nel lontano 75, guadagnò tra Canada e States, viaggiando per il Virginia fino a giungere nel Nord Carolina e fondare così la Sugar Hill: un concentrato di roots, old time e blugrass, ma anche di nuove sonorità, come Poss aveva sempre sognato di realizzare, avvicinando il country alla musica rock.
Tra questi artisti ricordiamo la giovane presenza dei Nickel Creeck con "Smothie Song" (tratto dal disco "The Side" recensito su queste pagine): l´importanza di questa band è di rappresentare il futuro per la musica tradizionale americana. Avendo saputo cogliere l´essenzialità pop del rock e approfondire i tratti essenziali del folk, esibito con maestranza negli strumenti a corda, sopratutto dal mandolinista Chris Thile qui al bouzouki.
E il disco è proprio una fiera degli strumenti pizzicati, come è nelle caratteristiche di questa musica: ne è esempio la strumentale "Bear Tracks" del banjista Jim Mills. Se la country music è l´espressione di un popolo intero, stiamo parlando degli americani, ne esprime anche la sua innata creatività: "BlueTrain" di Doyle Lawson e la corale "Quicksilver" deliziano con un suono che puzza di storia, di campagna e delle persone che la fanno e che la lavorano.
In questa raccolta i confini tra i diversi filoni del genere diventano sempre più labili. Tra il tradizionale folk di "Daley´s Reel" (già presente nella raccolta Bluegrass Guitar), a "Maggie´s Farm" (cover di Bob Dylan) con un Tim O´Brien al solito grande, viene esaltato quel gusto bucolico presente anche nei brani più classici come la "Sam Ol´ River", qui cantata da Sam Bush, e la "The Open Road" dei Gibson Brothers.
Assaporare le origini di questa musica significa scoprire ciò che è figlio di un´immigrazione europea iniziata qualche secolo fa: le note di "New Camptown Races" con Randy Howard al fiddle avrebbero potuto essere suonate in tempi passati nelle lontane isole britanniche.
Mentre "I don´t belive you´ve met my baby", cantata da Alison Krauss, va mandata in replay per scoprire l´ennesima perla della musica nordamericana, possiamo dire che "Bluegrass All Star" è un´occasione unica per immergersi nelle fantastiche strade della tradizione americana.

Track List

  • Smoothie Song / Nickel Creek|
  • The Open Road / The Gibson Brothers|
  • County Fool / Alan Bibey with Del McCoury|
  • I Don´t Believe You´ve Met My Baby / Jerry Douglas with Alison Krauss|
  • I Am A Little Scholar / Don Rigsby|
  • Bear Tracks / Jim Mills|
  • It´s All My Fault / Baucom, Bibey & BlueRidge|
  • Blue Train (of the Heartbreak Line) / Doyle Lawson & Quicksilver|
  • Stone Cold Blue / Ronnie Bowman|
  • Don´t Worry ´Bout Daddy / Lonesome River Band|
  • Daley´s Reel / Bryan Sutton|
  • Maggie´s Farm / Tim O´Brien|
  • Highway of Heartache / The Seldom Scene|
  • New Camptown Races / Randy Howard|
  • Same Ol´ River / Sam Bush|
  • Rose Of Old Kentucky / Byron Berline with Vince Gill