Go tell it on the mountain<small></small>
− Soul, Country

Blind Boys Of Alabama

Go tell it on the mountain

2003 - REAL WORLD
14/04/2004 - di
“Go tell it on the mountain” è il terzo disco da quando i Blind Boys of Alabama sono tornati a nuova vita nel 2001 con “Spirit of the century”.
Da allora questo storico organico gospel ha raccolto tutti i riconoscimenti mancati in sessant’anni di carriera, entrando addirittura nella Hall of Fame. Una rinascita che ricorda quella del Buena Vista Social Club: Clarence Fountain e compagni non hanno raggiunto gli stessi vertici di vendite, ma hanno avuto la fortuna e l’intuizione di farsi accompagnare da alcuni tra i più grandi musicisti tra i contemporanei americani.
Mentre il Buena Vista social Club si è raccolto attorno all’aurea iluminante di Ry Cooder, i Blind Boys of Alabama hanno fatto passare nei loro studi nomi del calibro di Ben Harper, John Hammond, Charlie Musselwhite, Robert Randolph.
Ora per l’occasione la band è costituita da John Medeski (organo), Duke Robillard (chitarra), Danny Thompson (basso) e Michael Jerome (batteria), mentre la lista degli ospiti comprende tra i tanti Solomon Burke, George Clinton, Michael Franti, Chrissie Hynde, Aaron Neville, Mavis Staples e Tom Waits.
Inevitabile che una tale alternanza di voci porti anche una certa frammentarietà, nonostante il gospel dei sette venerandi (Tracy Pierce, Bobby Butler, Ricky McKinnie, Clarence Fountain, Jimmy Carter, Joey Williams, George Scott) si impegni con superba devozione a tendere una mano da un brano all’altro.
Il limite di questo album sta in una scelta fatta a priori: è una compilation pensata, costruita e pubblicata in occasione del Natale (2003). I Blind Boys sono sempre stati abili nel formarsi un repertorio con canzoni altrui, impossessandosi anche di pezzi da novanta. Questa volta però la scelta della scaletta è stata troppo facile, scontata, e di conseguenza troppo pure e buoniste sono certe versioni. Manca in poche parole quel vigore blues che traspariva da “Spirit of the century” e “Higher ground”: quei dischi vincevano qualunque ostacolo temporale grazie al vivido contrasto tra la ruvidità del blues e la limpidezza del gospel / soul.
Non è un caso che qua gli episodi migliori siano quelli che si offrono alle prestazioni di Solomon Burke e di Tom Waits. “I pray on Christmas” e la title-track hanno un altro tiro rispetto al resto dell’album: i due ospiti, ognuno a suo modo, sono determinanti nel recuperare l’anima dal fondo del pezzo. Troppo effettate invece “Joey to the world” con Aaron Neville, “The Christmas song” con un’atmosfera alla Luis Armostrong e via via “O Come all ye faithful”, “White Christmas” e “Silent night”. Non bastano i graffi di Mavis Staples, le improvvisazioni di Les McCann e le entrate di George Clinton.
Volendo stare su un disco impregnato di gospel e di traditionals, è meglio rivolgersi al “Diamond Jubilee” dei “coscritti” Dixie Hummingbirds.
Questa volta i Blind Boys of Alabama hanno fatto un disco da bravi nonnetti.

Track List

  • Last Month Of The Year|
  • I Pray On Christmas (w. Solomon Burke)|
  • Go Tell It On The Mountain (w. Tom Waits)|
  • Little Drummer Boy (w. Michael Franti)|
  • In The Bleak Midwinter (w. Chrissie Hynde)|
  • Joy To The World (w. Aaron Neville)|
  • Born in Bethlehem (w. Mavis Staples)|
  • The Christmas Song (w. Shelby Lynne)|
  • Away In A Manger (w. George Clinton)|
  • O Come All Ye Faithful (w. Me´Shell Ndegeocello)|
  • White Christmas (w. Les McCann)|
  • Silent Night