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Jazz Blues Black

Bill Frisell

The willies

2002 - NONESUCH RECORDS
12/07/2002 - di
Le uscite discografiche di Bill Frisell continuano con una costanza quasi religiosa alla media di due album all´anno senza seguire una logica dei risultati o una progressione di obiettivi, ma piuttosto un cammino interiore, personale, oltre che artistico.
La musica di questo chitarrista somiglia sempre più a un innamoramento spirituale, capace di dare risposte a chi si lascia vivere da un´esperienza fatta di grazia e di sguardi pacati, silenziosi.
Non riuscire a entrare in quest´ottica rende "The Willies" solo un disco di country music di qualità, simile a quel "Nashville", pubblicato nel 1995. Frisell è invece uno che riesce a combinare la bellezza spirituale a quella strumentale: ogni singola nota è affrontata con una semplicità e con una cura che creano sensazioni di trasporto. La purezza del suo tocco, la capacità nel trattare le corde e nel dosarne i suoni che gli arrivano in risposta, sono paragonabili solo all´attenzione che richiede un amore cortese o una meditazione.
Con il contributo di Danny Barnes (banjo, chitarre e organo a pompa) e di Keith Lowe (basso), "The Willies" è un disco che si apre ad ogni ascolto grazie a degli eleganti intrecci acustici. "Everybody love everybody" è la tipica ballata che ormai si può chiamare "alla Bill Frisell", con le note della chitarra cadenzate in modo da stillarne ogni goccia d´essenza.
Il disco propone anche una serie di traditionals, senza troppe variazioni, rivivendo la freschezza e lo spirito fiducioso degli originali. L´intento è quello di recuperare la purezza del country, del suo essere musica dell´anima, prima che un accompagnamento godereccio di qualche festa, rodeo o storia di provincia. In questo senso vanno colti anche i brani più cupi, premonizioni dolciamare di un animo come quello americano che tende a saziarsi facilmente della propria fede nel futuro.
Frisell sta portando avanti quello che Ry Cooder faceva con la tradizione anni fa: ora che questi si dedica a nuovi suoni e collaborazioni, Frisell è rimasto l´unico a proseguire il cammino dall´interno.
Ma ascoltare "The Willies" è soprattutto come essere trasportati dalla vista di una vallata in cui gli echi del vento, del canto degli uccelli, del frusciare delle foglie e delle spighe di grano si alzano all´unisono creando un insieme mistico. E qua sta la risposta a quanti si chiedono come mai Bill Frisell si concentri su dischi prevalentemente roots: la sua musica risponde a esigenze personali interiori, dello spirito, come l´arte cresce con continuità cicliche e con scansioni temporali che esulano da quelle a cui siamo abituati.
Chissà che un giorno con i dischi di Bill Frisell si possa allestire un musical sul senso dell´american music. O ancora meglio una forma di meditazione in musica.


Discografia:

The Willies [2002, Nonesuch]
With Dave Holland & Elvin Jones [2001, Nonesuch]
Blues Dream [2001, Nonesuch]
Ghost Town [2000, Nonesuch]
The Sweetest Punch [1999, Decca]
Good Dog, Happy Man [1999, Nonesuch]
Gone, Just Like A Train [1998, Nonesuch]
Nashville [1997, Nonesuch]
Quartet [1996, Nonesuch]
Live [1995, Gramavision Records]
American Blood/Safety In Numbers [1995, Intuition Music]
Go West: Music For The Films Of Buster Keaton [1995, Nonesuch]
Music For The Films... [1995, Nonesuch]
This Land [1994, Nonesuch]
Have A Little Faith [1993, Nonesuch]
Where In The World [1991, Elektra Entertainment]
Is That You? [1989, Elektra Entertainment]
Before We Were Born [1989, Elektra Musician]
Lookout For Hope [1988, ECM Records]
Smash & Scatteration [1986, Rykodisc USA]
Rambler [1985, ECM Records]
In Line [1983, ECM Records]

Track List

  • Sittin´ On Top of the World|
  • Cluck Old Hen|
  • Everybody Love Everybody|
  • I Want to Go Home|
  • Single Girl, Married Girl|
  • Get Along|
  • John Hardy Was a Desperate Little Man|
  • Sugar Baby|
  • Blackberry Blossom|
  • If I Could I Surely Would|
  • Cluck Old Hen (reprise)|
  • Cold Cold Heart|
  • I Know You Care|
  • Goodnight Irene|
  • Big Shoe|
  • The Willies

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