Tea & sympathy<small></small>
− Cantautore, Rock

Bernard Fanning

Tea & sympathy

2006 - Lost Highway
15/12/2006 - di
Per sua natura la Lost Highway è incline a pubblicare dischi in grado di tirare a lucido il classico country-rock americano. Il caso più eclatante, si sa, è quello di Ryan Adams, ma non gli è certo da meno Bernard Fanning, australiano che in patria con questo album uscito nel 2005 si è guadagnato la vetta delle classifiche, quattro dischi di platino e numerosi premi.
Fanning si era già costruito negli anni una carriera con i suoi Powderfinger (dice qualcosa il nome?) e non è affatto un outsider: basti dire che “Tea & sympathy” è stato registrato nei Real World Studios di Peter Gabriel con la produzione di Tchad Blake. Roba da grandi cifre, le stesse che hanno ripagato l’autore e che gli sono valse quest’anno il contratto con la Lost Highway.
Fanning si dimostra all’altezza dei colleghi americani e, pur non eccellendo per originalità, dispone di un songwriting curato che poggia molto sul country-rock anni ’70. Nell’arco di quattordici canzoni sciorina una serie di esercizi di ottima fattura con un ventaglio elettroacustico ora con sfumature più soul ora con un piglio più rock.
Il limite del disco sta in qualche traccia troppo di maniera: in pezzi come “Wash me clean”, “Hope & validation” e la conclusiva “Watch over me” si sente la mano esperta di chi è abituato a costruire canzoni. Perfetto anche il suono creato da Tchad Blake, che a turno fa emergere mandolino, lap steel, piano, percussioni e vocals. La patina che ne viene è simile a quella di un antiquario che lucida i suoi pezzi d’epoca fino a farli splendere come nuovi. E non è necessariamente un difetto, perché ad un disco come “Tea & sympathy” non c’è da fare tanto le pulci.
Fanning sa catturare con una chitarra acustica o con un riff semplice come fa nel singolo “Wish you well”, ma ha anche idee sufficienti a variare i suoi pezzi quanto basta come fa da subito nei giri che si tendon sotto a “Thrill is gone”. In scaletta poi alterna carezze acustiche a slanci più ruvidi, come i colpi secchi di chitarra elettrica che irrompono in “Down to the river”.
I riferimenti ci sono, ma, per quanto “Believe” ricordi il Ryan Adams più malinconico, è un piacere farsi sfiorare dalla sua melodia. Allo stesso modo, se l’attacco di “The strangest thing” fa venire in mente Tom Petty e se altrove sembra di ascoltare un aggiornamento del rock anni ’70, Neil Young compreso, bisogna comunque ribadire l’abilità di Fanning nel costruire pezzi brillanti.
Le sue canzoni non lasciano il segno come quelle dei grandi del country-rock americano, ma, quando si arriva in fondo al disco, ci si accorge che non ne ha sbagliato nemmeno una e che è un piacere tornare ad ascoltarle.

Track List

  • Thrill Is Gone|
  • Wish You Well|
  • Not Finished Just Yet|
  • Songbird|
  • Believe|
  • Which Way Home?|
  • Wash Me Clean|
  • Hope & Validation|
  • Sleeping Rough|
  • The Strangest Thing|
  • Furhter Down The Road|
  • Down To The River|
  • Yesterday´s Gone|
  • Watch Over Me