(In)canto rituale - Omaggio a Maria Carta<small></small>
Italiana • Folk

Beppe Dettori E Raoul Moretti (In)canto rituale - Omaggio a Maria Carta

2020 - Unidas Edizioni musica

26/06/2020 di Laura Bianchi

#Beppe Dettori E Raoul Moretti#Italiana#Folk

Lasciamoci (in)cantare da un disco prezioso e raffinatissimo, popolare e diretto; e, se qualcuno dovesse obiettare che tali estremi sono difficili da armonizzare, diremmo di ascoltare (In)canto rituale, l'ultimo lavoro di Beppe Dettori e Raoul Moretti, omaggio all'eccelsa interprete folk sarda Maria Carta, che vede collaborare la voce storica dei Tazenda e l'arpista italo elvetico, direttore artistico del festival internazionale Arpe nel mondo.

L'incontro fra i due è stato casuale; Dettori, alla ricerca di un arpista per alcuni concerti, ha conosciuto Moretti, trasferitosi da poco a Cagliari, e, dopo nove anni e molti progetti insieme, i due artisti hanno deciso, insieme alla Fondazione Maria Carta di Siligo, paese natale della cantante, di costruire un disco attorno a sette celebri brani interpretati da Carta. Ad essi è stato aggiunto un inedito, Ombre, in cui il gibberish di Dettori si fonde con il pizzicato delle corde di Moretti, e poi la voce evoca i ricordi di una Maria bambina, che, andando al fiume a lavare i panni, intonava canti per scacciare le paure date dai fantasmi, e invita ad accorrere al canto delle favole antiche. L'uso dell'italiano rende ancora più netto e preciso il messaggio contenuto nelle parole recitate e cantate, che, nella conclusione del brano, divengono una sorta di mantra: "...perché lo spavento a me levasse dal fondo un urlo contro il dolore del mondo..."

La voce di Dettori rivela uno studio e una ricerca del proprio strumento davvero inesausta, e comunica tutte le sfaccettature di una terra densa di storia e suggestioni, sottolineandone poi la magia con l'uso della chitarra acustica, dell'arpa elettrica di Moretti e dei suoi loop, in alternanza con quella acustica. Il risultato è una contaminazione, affascinante e nuova, di suoni tradizionali e contemporanei,  come si può ascoltare in A Bezzos De Iddha Mia, trascinante interplay fra i due artisti, ma anche fra due tempi e due spazi diversi, la tradizione e l'innovazione, l'isola e il continente.

Ogni traccia possiede una precisa identità, un suono definito, registrato, fra l'altro, con una purezza che entusiasma; i tradizionali Non potho reposare o Deus ti salvet Maria, pur conservando la freschezza delle origini, si innervano di una modernità inaspettata, arricchendosi di sfumature inedite: la prima inizia con l'arpa celestiale di Moretti e i vocalismi di Dettori che riecheggiano per tutto il brano, mentre la seconda sorprende con una chitarra decisamente folk rock, su cui si innestano i suoni dell'arpa elettrica, in un'alchimia originale, che però rispetta la sacralità del testo. Il grande successo di Carta Ballu è reso inoltre con un'esplosiva energia, che mette in luce la voce duttile di Dettori e l'abilità di Moretti, trasformando il brano in una sorta di suite di quasi sette minuti, che lascia spazio a una serie di improvvisazioni da parte di entrambi.

Non esageriamo, affermando che il progetto segna una pietra miliare nella storia degli omaggi a Maria Carta, e forse della musica tradizionale popolare, e speriamo che il duo possa riuscire non solo a proseguire una collaborazione tanto proficua, ma anche a ricevere i meritati riconoscimenti, anche con numerosi concerti. Intanto, è nella cinquina delle Targhe Tenco come migliore disco INTERPRETE DI CANZONI: ci auguriamo che il valore del lavoro possa essere adeguatamente sottolineato anche in quella prestigiosa sede.

Track List

  • Stabat Mater
  • Deus Ti Salvet Maria
  • Ombre
  • A Bezzos De Iddha Mia
  • In Su Monte Gonare
  • Ballu
  • Corsicana
  • No Potho Reposare