Here Come The Vikings<small></small>
− Rock, Italiana

Astrid Williamson

Here Come The Vikings

2009 - One Little Indian
15/06/2009 - di
L'inglese Astrid Williamson con Here come the Vikings, quarta prova da solista ma più elettrica delle tre precedenti, si merita il plauso per il superbo lavoro di pop cantautorale, costruito in questi anni grazie ad uno stile personale tanto da distinguersi nell'oceano di pop singers che gravitano attorno alla musica internazionale. La Astrid non nasconde le influenze ricevute (spaziando dal folk al trip hop) e non brilla di certo per la sua tecnica vocale, la sua voce, continuamente aiutata dal grande lavoro di post produzione e arrangiamento - forse è merito di un certo Malcolm Burn (Iggi Pop, Bob Dylan, Peter Gabiel) - quando emerge nelle forme più pure o negli acuti, non nasconde qualche difettuccio, per l’appunto quando viene a meno una certa effettistica. La qualità di Here come the Vikings stanno tutte nell'anima profonda di queste splendide 10 canzoni che spaziano dai territori più sensuali del pop senza confini, a quelli più sperimentali senza sottrarsi agli ambienti più alternative come succede in apertura con la splendida “Store”. Il ricordo del purismo acustico del folk inglese non è del tutto sparito, in “Sing The Body Electric” ad esempio viene associato ad un simpatico motivetto radiofonico, ma quello che lascia piacevolmente sorpresi sono i due brani che chiudono il disco dell’autrice di Brighton: “Eve”, lasciata così fragile è un’ ode all’infinito, mentre “The Stars Are Beautiful”, sperimentale pop-song, corona il suo intento nel concepire un nuovo pop, facile da recepire, ma alto e profondo, che parla diretto al cuore. Brava Astrid continua come in questo lieto finale a marcare la via della sobrietà e vedrai che un giorno non lontano ci sorprenderai tutti.

Track List

  • Store
  • Sing the body electric
  • Shut your mouth
  • How you take my breath away
  • Crashing minis
  • Falling down
  • Pinned
  • Slake
  • Eve
  • The stars are beautiful