L’aria misteriosa<small></small>
− Italiana, Indie

Artemoltobuffa

L’aria misteriosa

2007 - Aiuola
12/12/2007 - di
La peculiarità della musica di Alberto Muffato è quella di essere sospesa. Tra infanzia ed età adulta, tra cieli stellati e città dipinte con i colori tenui degli acquarelli, tra cantautorato ed indie.
Giunto alla seconda prova discografica, con la produzione di Fabio De Min dei Non voglio che Clara, Artemoltobuffa sfodera uno stile immaginifico che ha il gusto della semplicità del quotidiano, che nelle immagini trattiene i sentimenti, per lo più senza parlarne e quindi senza contaminarsi con la retorica del sentimentalismo.
Dominano il disco gli arpeggi di chitarra acustica e i ritmi cadenzati e sognanti, che però sanno tingersi di jazz, aprirsi a squarci luminosi di violini o alle sonorità ariose delle tastiere, oppure ancora lasciarsi fendere da feedback di chitarra elettrica e suoni distorti.
La voce di Muffato è asciutta, ma ferma e tenera, da cantastorie sottovoce che adotta e sceglie il fiabesco quando descrive le lucciole “conficcate sulla nostra pelle”, pronte a tramutarsi in stelle, racconta un cielo difettoso acceso dall’elettricista ne “Le rughe della fronte” o si smarrisce nella tenerezza di “Invenzioni”, che a tratti ricorda i Perturbazione.
Le canzoni di Artemoltobuffa si immergono nelle cose con il candore degli occhi bambini dell’ “Estate” o dell’uomo romantico che sogna la sua donna sposa ne “L’aria misteriosa”. Le parole d’altronde, ripetute, spesso riecheggiano come formule di senso, bagliori di piccole verità che poi lasciano il posto alla poesia e alla solarità del piano, come in “Dove lei passa”(un po’ Beatles, un po’ Badly Drawn Boy), che accoglie grandiosi intervalli di tromba.
L’indietronica emerge infine nel quadretto dell’ “Aranciata” e per disegnare i ritmi alienanti dell’ “Impiegata delle poste”, grazie alla quale proiettarsi in posti assolati “senza processioni o campionati”, “senza croci rosse o carri armati”.
Si può rimproverare un’assenza di smalto ai pastelli di Alberto? La risposta è ne “Le rughe di fronte”, in cui il cantautore veneto dichiara che “le cose perfette / non ci portano fortuna”; anche tra le decelerazioni struggenti della splendida “Se un giorno”, si nascondono delle dichiarazioni programmatiche di diffidenza nelle certezze della “gente senza errori”, perché “l’ordine è la fine, è un principio già di morte”.
Muffato crede nei dubbi, nella bellezza delle insicurezze e delle imperfezioni. Inutile quindi misurare con strumenti scientifici …l’aria misteriosa che lui riesce ancora a percepire nella soffocante superficialità di ogni giorno.

Track List

  • Le rughe sulla fronte|
  • Invenzioni|
  • Estate|
  • Dove lei passa|
  • Lucciole|
  • Impiegata delle poste|
  • Tempo al tempo|
  • L’aria misteriosa|
  • Aranciata|
  • Se un giorno