Soldati<small></small>
− Italiana, Cantautore

Andrea Parodi

Soldati

2007 - Life Gate Music okok
07/11/2007 - di
L’esordio di Andrea Parodi raccontava di luoghi da non dimenticare con immagini che sapevano di casa e di sogni americani: le piscine abbandonate a Fecchio (Cantù) erano un punto di partenza per un giovane cantautore che sognava di viaggiare, di incontrare musicisti, di raccontarsi attraverso la musica che ha sempre amato. Da allora sono passati cinque anni ed è finalmente arrivato un nuovo disco, “Soldati”, con cui ripercorrere la strada fatta in tutto questo tempo, raccontata per filo e per segno nei minimi dettagli, packaging, credits e ringraziamenti compresi.
Alcune canzoni accompagnano il loro autore ormai da così tanti concerti che fa un effetto strano sentire “Pane Arance & Fortuna”, “Quando Maria Non C’era” vestite con raffinati arrangiamenti, quelli curati dai maestri Bocephus King e John Shepp e quelli modellati sulla tradizione musicale italiana, rispolverata attraverso continui riferimenti ai nostri cantautori.
Già il titolo è un primo e significativo omaggio alla poesia, che rimane una presenza latente nel disco fino a ricomparire nel finale di “Sussurri e Grida” grazie ad una citazione Ungaretti (“e si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”).
Parodi usa la parola per esaltare il valore della Memoria vissuta come un valore umano, storico e politico. La sua è una lezione imparata da bambino attraverso l’educazione ricevuta dai propri nonni (a cui è dedicato il cd) ed ora riproposta con una serie di racconti dal tono romantico: sonorità latine e cantautorato italiano si incontrano per parlare di sentimento e rivoluzione come ci suggeriscono “Fiume Solitario” e “Tania la Guerrigliera” (è lei la protagonista del booklet).
Altri incontri sono prodotti dai duetti vocali che abbondano in “Soldati”, un modo per omaggiare l’ispirazione e gli insegnamenti ricevuti strada facendo da maestri-amici e per saldare un debito che rimane però ancora aperto: più volte infatti emergono differenze tangibili in termini di tecnica e potenza vocale al punto che forse si sarebbe dovuto dosare con più ponderatezza la presenza di artisti come Luca Ghielmetti, Claudio Lolli, Sandro Severini dei Gang, Luigi Grechi, Luca Mirti dei Del Sangre.
“Soldati” è un disco in cui abbondano le partecipazioni, non ultima quella di un’ideale figura femminile che compare spesso attraverso i cori quasi ad affermare con fierezza che il mondo del rock non è solo maschile: la donna non è solo un’icona, ma una presenza importante, anch’essa forte e rivoluzionaria, pronta a stare in prima fila come Suni Paz in “Tania”, arrabbiata come Laura Fedele in “Scavando la mia fossa“ o semplicemente portatrice di dolcezza come Claudia Pastorino nel roots-rock di “Rosa”.
Il finale di scaletta riserva poi variazioni minime dalle scioltezze funky di “Hotel Est“ a quelle più sfumate con il synth di “Pressappoco trentanni”, parentesi che si aprono e si chiudono con arrangiamenti isolati, contrapposti all’andamento di un disco che spesso riporta alla mente quelle edizioni della Stazione Cantautori in cui i musicisti (“nano polacco compreso”) si ritrovavano tutti insieme sullo stesso palco a suonare fino all’alba come un piccolo gruppo di eroi. Di “Soldati”.

Track List

  • Pane arance e fortuna|
  • Fiume solitario|
  • Per non sentirsi soli|
  • Sussurri e grida|
  • Quando Maria non c’era|
  • Rosa|
  • Ragazzo padre|
  • Tania la guerrigliera|
  • Lolita di New Orleans|
  • Anna|
  • Formia ha Gaeta ma Gaeta Formia non ha|
  • Hotel Est|
  • Scavando la mia fossa|
  • Pressappoco trentanni|
  • Tresenda 43|
  • Nonno