I TENDAGGI DEL PRIMO SEMESTRE<small></small>
Emergenti

Amore

I TENDAGGI DEL PRIMO SEMESTRE

2005 - --
11/07/2005 - di
Già un nome come “Amore” per una band è indice di una posizione insolita, quasi che i protagonisti volessero presentare tutta la loro voglia di giocare con i luoghi comuni, rischiando di apparire loro stessi un luogo comune. Il titolo delL’Ep poi, “I tendaggi del primo semestre”, sembra voler aumentare la dose di bizzarria, forse per celare le proprie velleità artistiche e per non lasciare stagnare la musica in un eccesso di serietà. E che dire della copertina, una sorta di manifesto post-comunista che potrebbe essere uno sberleffo ma anche un distintivo di appartenenza? E la conferma ultima, o prima se volete, viene quando si va a scoprire chi sono i componenti degli Amore: Alessandro Fiori (Mariposa), Gionni Dall’Orto (Soundabout, Marco Parente, Paolo Benvegnù), Massimo Fantoni (Marco Parente, Andrea Chimenti, Paolo Benvegnù) e Samuele Bucelli (Baustelle), ovvero musicisti che si stanno proponendo in modo sempre più evidente con un approccio che ha in ognuno qualcosa di bizzarro.
Questa band è quello che gli americani chiamerebbero un side-project, ovvero un progetto secondario: forse una valvola di sfogo, un modo per sentirsi più liberi da quello che la propria carriera impone. I sei pezzi qua presentati infatti suonano paralleli e complementari alle musiche di ognuno dei protagonisti, concedendo loro di muoversi a proprio piacimento, seguendo un percorso meno stabilito, meno concettuale.
Non a caso tra i riferimenti degli Amore possiamo mettere Enzo Jannacci e gli XTC: da una parte quindi un desiderio di una canzone viva e simbolica, senza peli sulla lingua, e dall’altra la spinta ad un suono in cui rock e pop non si vergognano di provare reciproca attrazione.
Gli Amore cantano in italiano ed anche in inglese, divertono e si divertono sfruttando anche qualche passaggio demenziale per mascherare la propria intelligenza. Mi viene da dire che sono un gruppo punk, più per come si pongono che per come suonano. Ogni pezzo mira a sfatare stilemi che sono diventati fondati e fondanti: “Un Tianu Intreu” sfotte un bel po’ di musica anglofona, “Lapo 68” strizza l’occhio agli anni ’80, “Le Dighe dell’Enel” va a pizzicare l’elettropop e “Your booth pink” suona come una parodia di tanto rock moderno giocato su incessanti spinte ritmiche. Sono dei burloni gli Amore: ascoltare questo cd è come assistere ad uno spettacolo di clown, con dei professionisti che si divertono come bambini. Dietro ad ogni battuta si cela un piccolo cameo: scrittura, arrangiamento ed anche il suono godono di sé stessi. E i pezzi usufruiscono di uno spazio su cui gli strumenti si dedicano a ricamare soprattutto con le tastiere o con alcuni giochetti ritmici.
Forse la colpa di tanta complicità è da ricercare nell’amicizia che lega questi musicisti o nell’(inconscia) passione per il rock’n’roll, ma in ogni caso abbiamo una manciata di canzoni che rimangono in testa ancora prima di realizzare quanto e come siano suonate.

Track List

  • Cara Madonnina|Un Tianu Intreu|Lapo 68|Le Dighe Dell´ENEL|Mega|Your Booth Pink

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