La stagione del cannibale<small></small>
Italiana

Amor Fou

La stagione del cannibale

2007 - Homesleep/Audioglobe
22/02/2008 - di
Dead Poets Society: l’idea del super-gruppo è un po’ questo, un’accolita di esperti e raffinati adepti (in questo caso Cesare Malfatti dei La Crus; Alessandro Raina, già Giardini di Mirò e ospite del disco dei N00rda dello stesso Malfatti, oltre che cantautore; Leziero Rescigno e Luca Saporiti del progetto Lagash) che si riuniscono per officiare insieme i riti dell’arte e salvarla dalla mediocrità commerciale.
In questo caso però c’è di più: c’è anche un concept-album molto ambizioso, una carrellata densa di riferimenti letterari e cinematografici (non a caso il prossimo video diretto da Lorenzo Vignolo si ispirerà alla pellicola pasoliniana “Teorema”) su quarant’anni italiani, una stagione ripercorsa a ritroso seguendo le orme degli ex amanti Adele H. e Paolo M.
Un progetto come questo non poteva non implicare il rischio di scivolare nell’intellettualismo compiaciuto, cerebrale e citazionista. Il pericolo si può dire scampato? Quel che è certo è che la storia nella Storia inanella capitoli che possiedono una loro salvifica autonomia dall’impianto dell’album, mescolando, in un cantautorato gravido di un mirabile lirismo “aforismatico”, rabbia, trasgressione autodistruttiva, disillusioni e delusioni cocenti, passione e sesso, follia e violenza.
Il viaggio nel tempo del concept si fa anche andirivieni nella storia della musica, allorché strizza l’occhio palesemente a Tenco con la drammatica “L’anno Luce”, in cui il piano del polistrumentista Rescigno risuona spettrale sulle ceneri dell’esplosione di Piazza Fontana e dell’amore dei due amanti, dopo aver attraversato liberamente indietronica, post-rock visionario ed epico ed indie-pop alla Moltheni.
Meritano la menzione d’onore “Ore 10: parla un misogino”, che su una malinconica base di synth, colloca il risuonare argentino della chitarra acustica e struggenti arpeggi di chitarra elettrica; il basso e i crescendo emozionali delle parti strumentali di “Venti giorni di vita di una donna famosa”; i riff e il bridge sospeso e lacerante di “Due cuori, una dark room”; il pathos dell’interpretazione de “I Ritorni”, carillon di riflessioni che si fa quasi girandola psichedelica.
La fragile e spezzata voce di Raina, che si effonde pacatamente e fascinosamente tra rivoli di riverberi, è cassa di risonanza di contraddizioni ed inquietudini che solo il passare del tempo de “Il periodo ipotetico” sembra poter placare. Ma con il passato, anche in un’epoca post-moderna che presentifica la storia e ricombina indifferentemente le sue tessere in una sincronia senza spessore e senza memoria, bisogna fare irrimediabilmente i conti.

Track List

  • IL PERIODO IPOTETICO|
  • LA CONVINZIONE|
  • SE UN RAGAZZINO APPICCA IL FUOCO|
  • I RITORNI|
  • LA STAGIONE DEL CANNIBALE|
  • VENTI GIORNI DI VITA DI UNA DONNA FAMOSA|
  • ORE 10: PARLA UN MISOGINO|
  • DUE CUORI, UNA DARK ROOM|
  • COS’È LA LIBERTÁ|
  • L’ANNO LUCE|
  • LA STRAGE

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