Cento giorni da oggi <small></small>
Italiana − Alternative − Indie-pop, electro-clash, turntablism

Amor Fou

Cento giorni da oggi

2012 - Universal
14/06/2012 - di
Se potessimo interrogare il futuro su ciò che sarà tra “cento giorni”, di certo potremmo affermare che sentiremo ancora parlare degli Amor Fou, della loro musica e del loro cambiamento.
Cento giorni da oggi è il rito propiziatorio di Raina&co.; è il terzo album, che arriva a due anni di distanza dal fortunato I moralisti, e a cinque dall'esordio, con La stagione del cannibale.
Il filo d'Arianna che percorre e attraversa le tredici tracce è la rivoluzione, il profumo di cambiamento è nell'aria e si sente, arriva dal “basso”, da quel Sud costretto a soccombere sotto le grinfie dei potenti.

L'Africa diventa spunto per questo nuovo album: Alessandro, piacevolmente ispirato dopo un soggiorno durato qualche mese nel continente nero, omaggia la gioventù figlia dei social network dalla quale partono le rivoluzioni, e si diffondono a macchia di leopardo (per restare in tema). Ed è ne La Primavera araba che si concretizza la necessaria rivolta, in cui l'urgenza comunicativa degli Amor fou è mediata dall'aspra vocalità di Davide Autelitano dei Ministri.

Se nello scorso album ci avevano viziato con suoni analogici, lunghe pause strumentali e quel cantautorato colto e provocatorio, in Cento giorni da oggi optano per il sound disimpegnato e sperimentale, rubato alla new wave dello scorso secolo.
Raina col suo nuovo taglio -musicale e non- abbandona la veste snob, di artista decadente, ed ai toni noir e malinconici contrappone l'apparente spensieratezza seriosa del poeta Franco Battiato.

L'alternarsi di figure enigmatiche e ossimoriche (persiani berlinesi o precari di Milano) che si schierano tra le melodie elettriche di Alì -il primo singolo estratto da Cento giorni da oggi- sono il sunto della direzione intrapresa dagli Amor Fou: una nuova congiunzione tra testi criptici ed elettro-pop. Etichettabile come dream-pop, invece, è il sound di Vero.

Fin troppo vicine all'ultimo sound Battistiano le melodie di Goodbye Lenin, e l'autorevolezza artistica di Pasquale Panella ritorna con Padre davvero, a caratterizzare entrambe le tracce ci pensa il ritornello ipnotico e facilmente canticchiabile.
Il colore dell'esotico dipinge Tigri (the song), un brano allucinante e psichedelico, messo a chiusura di un racconto lungo ma mai tedioso, tanto simile a quei libri illustrati per bambini.

Capitava ai Dadaisti di fare arte con il quotidiano, di rubare alla vita reale per fondare un universo parallelo, fatto di parole astratte e di innumerevoli verità, ed è il sociale il terreno di studio della band, che cela, dietro provocazioni e frasi apparentemente assurde e quasi a metà, la crisi della ben pensante società decadente dei giorni nostri (Le guerre umanitarie, I volantini di Scientology).

Quello degli Amor Fou è pop d'autore e la terza prova è stata superata con successo. Cambiano le dinamiche rispetto ai precedenti lavori, ma quest'ultimo album è la conferma che la musica è evoluzione, diversità e forse un po' schizofrenia; l'unico legame con il passato e con il precedente album è I 400 colpi. La metamorfosi è la vera linfa di Cento giorni da oggi, accompagnata all'ansia di riprendersi ciò per cui s'è lottato e che oggi che s'è perso.

Track List

  • GLI ZOMBIE NEL VIDEO DI THRILLER
  • ALì
  • GOODBYE LENIN
  • VERO
  • UNA VITA VIOLENTA
  • I 400 COLPI
  • LA PRIMAVERA ARABA
  • PADRE DAVVERO
  • LE GUERRE UMANITARIE
  • I VOLANTINI DI SCIENTOLOGY
  • FORSE ITALIA
  • RADIANTE
  • TIGRI (THE SONG)