Bagonghi<small></small>
− Cantautore, Jazz

Amedeo Biggiogero

Bagonghi

2005 - SLANG MUSIC
06/10/2005 - di
Amedeo Biggiogero è un artista crepuscolare: dalle sue canzoni sorgono soli spenti e velati come solo quelli autunnali e lune, che non rischiarano la notte come quelle estive, ma che restano aggrappate e visibili fino alle prime ore del mattino.
Spesso quando si legge di un disco che mescola ritmiche jazz alla canzone d’autore viene immediatamente ricondotto a due artisti: Conte e Capossela. A volte viene fatto in modo pertinente ma sovente manca un’analisi più approfondita dell’estetica dell’artista volta a rendere più individuale la sua arte e non semplicemente legata ad un filone. Non viene data l’idea della trama musicale da cui un cantautore prende ispirazione e che trasporta nel proprio disco in chiave personale, schiacciata spesso da una mania di epigonismo. Certamente i due artisti sopra citati hanno creato attorno al loro modo di fare musica un notevole seguito, il primo, credo rimanga inimitabile, unico, il secondo invece ultimamente è forse fin troppo imitato.
Nonostante gli spunti personali di Biggiogero, “Bagonghi” mi ha fatto venire in mente parte dell’attuale scuola genovese, quella fatta da artisti come Forin e Max Manfredi, il caposcuola. Questi artisti si richiamano, con un linguaggio proprio, ad una estetica della canzone waitsiana e contiana, più spesso del primo Conte, oppure del fratello Giorgio. Una lirica crepuscolare, dove la poetica del testo è fatta di piccole cose, di treni, di autobus, o di ombrelli, come nel caso de “Gli ombrelli son contenti quando piove”, che nascondono vicende personali, di gente fuorimoda, esauriti e notturni, di quotidianità.
Le canzoni di Biggiogero si muovono raccontandosi fra la malinconia dell’introspezione, come in “Ad Anna”, e lo sguardo verso l’esterno rivolto a posti dove il fumo esce dai tombini e c’è odore di cucine cinesi, con un piglio vocale fra il parlato ed il racconto che mi ha ricordato inevitabilmente Buscaglione, come in “Tenente Frank Trafficante”, per citare forse il primo.
“Bagonghi” è un disco che non nasconde l’ispirazione e l’ammirazione dell’autore nei confronti della poetica di Tom Waits, nelle musiche fatte di jazz e di swing, dove la tromba ed il flicorno di Gianni Satta rifiniscono le atmosfere allungandone il tempo, e nei testi. Del resto c’è anche il progetto-spettacolo teatrale “The Piano Has been Drinkin”, portato in giro da Biggiogero, liberamente ispirato alle canzoni dell’orco di Pomona.
“Bagonghi” però non è solo Waits; è anche “La Risaia”, pezzo che descrive il ribattere del sole sulle distese d’acqua torva, mescolando la Louisiana alle pianure lombarde.

Track List

  • Lupo Cattivo|
  • Gli Ombrelli son Contenti quando Piove|
  • Tenente Frank Trafficante|
  • Come Suona Diverso|
  • La Risaia|
  • Blues di Traverso|
  • Buonanotte ai suonatori|
  • Ad Anna