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− Americana, Cantautore

Amanda Rogers

Daily news

2004 - Immigrant sun/2nd records
24/11/2004 - di
Non deve trarre in inganno il fatto che la giovane Amanda Rogers abbia avuto modo di collaborare e supportare in tour un buon numero di artisti della scena neodark internazionale: non siamo qui in presenza di alcunché di oscuro, anzi. Crepuscoli piuttosto, o tramonti silenziosi osservati sospirando dietro ad un vetro sottile e pulito, quello della propria casa natale di Syracuse – New York. Immaginiamo così questa ragazza, tra uno spartito e un pianoforte, intenta a sperimentare la labile arte del cantautorato femminile, sicura della solida formazione che il solo contatto con la tradizione acustica tradizionale d’oltreoceano sa fornire.
Senza complessi di inferiorità e con una determinazione impalpabile Amanda introduce brani sospesi come le note di un piano sempre in evidenza e delicati come una voce sottile, semi adolescenziale, a rispettare il dettame dell’ondata di ragazze al pianoforte che da Tori Amos in giù ci è capitato di incontrare negli ultimi anni.
Le novità quotidiane che Amanda ci riserva in questo suo terzo album sono nostalgie, sospiri tardoadolescenziali che vivono il tempo di una giornata senza scadere nel patetico gioco a senso unico dell’autocompatimento o della forma canzone più abusata. Dodici istantanee, che non a caso essa stessa è solita definire come “bedroom ambient”, a rivivere come sprazzi di sogno, messaggi lanciati al mondo dal pianeta privilegiato della propria camera ai frequentatori più fedeli di vibrazioni comunque d’estrazione soft. Le ragioni della proposta tanto personale che questa autrice porta avanti con determinazione sono quindi da ricercare proprio nella sua capacità di mantenere aperta la porta d’accesso la sua musica anche a palati più squisitamente dediti a melodie e strutture armoniche d’estrazione pop, nonostante l’approccio sa rimanere comunque coraggiosa.
Fiona Apple, Will Oldham, ma pure Cat Power, sono i nomi che possiamo accostare alla ricerca di Amanda Rogers, il cui punto distintivo è probabilmente da ricercare in una verve espressiva ripiegata su sé stessa, dove il sussurro fragile della voce si fa pennello lungo i perimetri della tela uniforme costruita intorno al tocco timido del pianoforte, a creare brani che sono acquerelli brevi e fuggenti.
Questo lavoro fluttua lungo il crinale di un’ambigua quanto impercettibile linea artistica, che potrebbe incontrare il favore di molti animi alla ricerca di una quiete intima, e infastidire al tempo stesso chi aspirerebbe a moti d’animo di ben altro spessore. Come è giusto che sia lasciamo che sia l’alba o il tramonto a svelare un nuovo orizzonte, e che siano le note a parlare, a chi vorrà prestare attenzione.

Track List

  • Love in our eyes|Daily news|Sophia|Days, they came and went|To whom it may concern|Everyday decay|The end|Vacancy|Paper and words|Sleep|A world less blue|Closed blinds