TEN THOUSAND WATTS<small> [<strong>Lost & Found</strong>]</small>
Jazz Blues Black − Blues

Altered Five Blues Band

TEN THOUSAND WATTS [Lost & Found]

2019 - BLIND PIG
02/11/2019 - di
C’è lo zampino e diciamo pure anche la mano con tutto l’avanbraccio di Tom Hambridge in questo quinto album dell’Altered Five Blues Band capitanata dalla voce calda e ispirata di Jeff Taylor. Per uno che è passato dai tamburi di Roy Buchanan fino ad assemblare le road band per Bo Diddley, Chuck Berry, Percy Sledge e poi ancora per le produzioni di Susan Tedeschi, Johnny Winter, il Buddy Guy da Skin Deep a Born to Play Guitar, riempire gli scaffali di ferraglia Grammy e mettere la firma a questo The Thousand Watts della Altered Five è un particolare marchio di garanzia, qualità robusta e solidità d’intenti. 

 Questi cinque alterati dal blues vengono da Milwaukee, Wisconsin, che vuol dire “buona terra” perché così è stata per tanti immigrati tedeschi, svedesi, ungheresi, polacchi. Non deve dunque stupire se risuonano genealogie teutoniche in un Jeff Schroedel alla chitarra, un Marck Solveson al basso, Alan Arber alla batteria e un Raymond Tevich alle tastiere.

Di Jeff Taylor non c’è neanche bisogno di dire, molti afroamericani nel loro peregrinare proseguirono oltre Chicago, l’aria di lago era più fresca e meno pericolosa.

 Il mix boogie, gospel, rock and swamp degli Altered Five viene da lontano e oggi il blues gira così. A Chicago e limitrofi è forte, veloce, caldo, potente. The Thousand Watts sta nel solco, riafferma una direzione elettrica, urbana, di ottima fattura che per quanto già indicata nei lavori precedenti, nondimeno incanta anche questa volta per profondità di suono, amalgama e capacità individuali. Un lavoro nel quale sembra, ripeto sembra, sgorgare tutto facile facile, lineare, fluido. Non ci stancheremo mai di ripetere che a livelli come questi di compenetrazione tra apporti del singolo e dimensione collettiva non ci si arriva per caso e non è traguardo da tutti.

 Jeff Taylor canta con una voce memore di padri ascoltati milioni di volte, una bombola di ossigeno al posto dei polmoni, ma sarebbe fine a se stessa se Jeff  Schroedl non fosse sempre sotto a tenerla in quota, a rispondere puntuale ad allargarsi in fraseggi mai banali quando servono e quando aiutano la parola a non perdersi. Della sezione ritmica, di Marck Solveson al bordone e di Alan Arber ai tronchi c’è poco da dire, averli in cantina per portarli a spasso in una giornata di Novembre rimetterebbe le foglie al loro posto tanto ti sollevano da terra, Raymond Tevich smanaccia misticismo cristologico sul B-3 smussando con gran compenso un muro elettrico che supera in scioltezza ecclesiastica. La memoria dell’acqua benedetta, del fiato vitale è affidata ai dodici fori di Steve Cohen, ospite benvenuto che lascia il segno in un paio di occasioni. Apre e chiude il lavoro con la sua presenza spirometrica appoggiandosi a buchi meno frequentati dai più.

 Dodici occasioni, dodici tracce originali a firma collettiva orientata dalla coppia Taylor/Schrodel che colpiscono per intensità, ironia e maestria. Con Right on, Right On la combustione è immediata, precisa. Prosegue forte, protratta con Too Mad to Make Up. Il calore si spande a lungo con Ten Thousand Watts. Il trittico trascina il resto su un tappeto efficiente, sicuro, dispiegando blues elettrico della miglior fatta in circolazione.  

God Bless Their path!

Track List

  • Right On, Right On
  • Too Mad to Make Up
  • Ten Thousand Watts
  • Mischief man
  • Great Minds Drink Alike
  • Don’t Rock My Blues
  • Sweet Marie
  • Dollar & Demons
  • I hate lo Leave You (With a 6-pack in Fridge)
  • Let Me Do the Wrong Thing
  • Half of Nothing
  • Let Me Be Gone