Violent potato<small></small>
− Italiana, Rock

Almandino Quite Deluxe

Violent potato

2007 - Wallace Rec./ Bar La Muerte/ Audioglobe
25/02/2008 - di
Sotto l’influenza di un genere come il pussygarage nel 2001 nascono a Bologna gli Almandino Quite Deluxe, duo dedito al bluescore. Nonostante abbiano un forte riscontro più all’estero che in patria, gli Almandino Quite Deluxe sono considerati dalla stampa specializzata internazionale come i Pussy Galore nostrani, figli illegittimi di una band noise-rock americana in cui nella seconda metà degli anni ottanta muoveva i primi passi Jon Spencer (noto a molti per la sua militanza nei Boss Hog e nella Blues Explosion, ndr).
Nell’arco di pochi anni gli Almandino Quite Deluxe vantano un ruolino di marcia di tutto rispetto: illustri partecipazioni come esponenti musicali italiani a importanti manifestazioni estere (come il Ladyfests in Germania, ndr), condivisone di palchi con numerosi musicsti internazionali (Electric Eel Shock, American Death Ray Music, Ex Models, Bob Log III e The Sixteens) e due tour italiani con i The Hospitals.
Registrato al Ghetto Recorders di Detroit da Jim Diamond dei Dirt Bombs, “Violent potato” rappresenta la terza “fatica” del duo bolognese, che fa seguito all’ep d’esordio, “Absobloodylutely” (2004), e all’album “Rebluesion” (2005).
Nove brani dal suono minimale e primitivo, giocato tutto sull’intreccio tra la batteria di He e la chitarra di She, con la voce di quest’ultima che si mostra dai tratti metallici con un’impronta propriamente lo-fi, lontana dall’essere melodica.
Concentrato in meno di mezz’ora “Violent potato” si muove al limite della dodecafonia tra abissi avant-rock, furiosi assalti noise, esplosioni blues e garage punk destrutturato ed ironico. Brani sorprendenti e folli che sono come una scarica di adrenalina, lo dimostrano quasi tutti gli episodi qui raccolti: “My beautycase is full of bones”, “Boozy Boogie”, “Witch affair”, “Blue bottle”, “Proud to play loud” e la title-track.
“Violent potato” è il rock nella sua natura più grezza ed immediata, ennesima testimonianza di una scena in continua fermentazione.

Track List

  • Violent potato|
  • My Beautycase is full of bones|
  • Boozy Boogie|
  • Witch affair|
  • I luv r’n’roll|
  • Blue bottle|
  • Big match|
  • Monomaniac|
  • Proud to play loud