Time with no consequence<small></small>
− Cantautore, Acustico

Alexi Murdoch

Time with no consequence

2006 - Zero Summer Records
10/11/2006 - di
In questi ultimi anni i songwriter acustici e malinconici si sono andati moltiplicando senza sosta, complice anche la strategia di molti addetti ai lavori perennemente alla caccia del “nuovo nick Drake” o del “nuovo Damien Rice”.
Di Alexi Murdoch si è fatto un gran parlare, quando questo scozzese trasferito a Los Angeles si è trovato con una canzone in heavy rotation nelle radio universitarie: la sua “Orange sky” è stata usata in un noto film televisivo e lo ha portato ad esibirsi su palchi importanti fino a diventare l’oggetto del desiderio di molti.
Murdoch ha avuto il merito di resistere a parecchie lusinghe e di pubblicare il disco da indipendente mantenendo così la sua autonomia: quanti vedevano in lui il successore di Damien Rice rimarrano delusi, perché l’unica cosa che accomuna i due songwriter sta nel modo improvviso e inatteso con cui sono emersi.
Ascoltando il disco è subito evidente che Murdoch non ha lo stesso talento del collega irlandese: la sua scrittura e il suo canto sono più monotoni e dimostrano ancora forti debiti nei confronti di Nick Drake.
Murdoch però deve essere un tipo sveglio, che è cosciente dei propri limiti e che sa quello che vuole fare con la sua musica: si è preso il suo tempo e ha realizzato un disco suonato senza ripiegare su dolcezze cantautorali che gli avrebbero garantito ulteriore esposizione.
Ad accompagnarlo in studio ha avuto musicisti del calibro di Greg Leistz, Jim Keltner, Pete Thomas e Jay Bellerose e questo gli ha permesso di condurre una ricerca strumentale che fa percorrere alle sue canzoni una via altrimenti troppo lineare. Rimane da superare lo scoglio di una monotonia di fondo, perché il ragazzo non ha certo la visione e la poetica di Nick Drake, ma proprio su questo suo limite Murdoch ha costruito una sorta di trance acustica interessante.
Non a caso è nei pezzi più estesi che sono presenti le migliori idee del disco: la suite asciutta per slide e percussioni di “Dream about flying”, il crescendo finale di “Wait” e le onde su cui si sviluppa “12” a cavallo di una chitarra solista e di una voce libera.
C’è anche una “Breathe” ben condotta con un violoncello, ma il tratto caratteristico di Murdoch è quello di creare un effetto ipnotico con cui portare l’ascoltatore nella propria dimensione esistenziale: infatti più ci si addentra nella scaletta più i pezzi riescono a trasportare, dalle atmosfere indiane di “Blue mind” ai sette minuti di “Shine” fino alla già nota “Orange sky”, qua proposta in una versione dilatata che meglio coglie lo spirito di questo songwriter.
Il rischio è che qualcuno si fermi prima, deluso per non aver trovato l’ennesimo nuovo cantautore acustico, cosa che Murdoch potrebbe anche non diventare.

Track List

  • All My Days|
  • Breathe|
  • Home|
  • Song For You|
  • Dream About Flying|
  • Wait|
  • Love You More|
  • Blue Mind|
  • Shine|
  • 12|
  • Orange Sky