Il giorno, poi la notte<small></small>
Emergenti − Songwriting − Jazz

Alessandro Centolanza

Il giorno, poi la notte

2018 - Squilibri
29/12/2018 - di
Sarà possibile avere 32 anni, eppure dimostrare una complessità molto più matura? Nel caso di Alessandro Centolanza, chitarrista milanese e giramondo, la risposta è sicuramente affermativa. Con Gli Splendidi (Filippo Cuomo Ulloa: chitarra, pianoforte, cori; Tazio Forte: fisarmonica, pianoforte; Arturo Garra: clarinetto, pianoforte; Vito Zeno: basso elettrico; Stefano Grasso: batteria, xilofono, rumori), collettivo creativo di musicisti di grande spessore, ha pubblicato Il giorno, poi la notte, un album che è anche un libro, o viceversa: una cinquantina di pagine, uno scritto di Alessio Lega, e una ventina di foto, che cercano di raccontare una giornata senza pretese, in bilico fra amori, disincanti, ricerca di senso, il tutto venato da un`ironia alla Paolo Conte.

In questo caso, occorrerebbe proprio esaminare il percorso traccia per traccia, dal jazz manouche della Giornata infernale in apertura, sorretta da una fisarmonica e da un violino indiavolati (alla Diavolo rosso, per intenderci), e da L`amore tragico, dal testo ricco di sdrucciole e dalla situazione sdrucciolevole, fino a Son qui seduto, forse la più contiana del disco, a Aiuto aiuto, riflessioni filosofiche sotto il sole pomeridiano, sottolineate da un clarinetto che dialoga con la voce e con un coro soffuso, alla crepuscolare Una tua illusione, valzerino delicato e disilluso, alle sperimentali e notturne Un altro addio e la lunga suite Vorrei essere terrone, dal pianismo complesso e contemporaneo, vicino a certe atmosfere della musica di ricerca. In particolare, il titolo, solo apparentemente comico, si contrappone al testo, che sottolinea con drammaticità la differenza fra la gente del Sud, che lotta con passione per la terra che ci ha cresciuti, e quella della Pianura Padana, figli del cemento, del tormento...,e viene arricchito da una coda strumentale coinvolgente.

Da ascoltare col fiato sospeso, infine, l`ultima parte, una sorta di ghost track, dedicata a quella linea d`ombra fra notte e nuovo giorno, in cui la voce di Centolanza sembra richiamare gli echi del Tenco o del Ciampi migliori, sospesi fra pessimismo e nostalgia.

Il progetto prosegue con una serie di concerti, che ne esprimono al meglio la dimensione narrativa e teatrale, suddividendo la performance in tre sequenze, corrispondenti alle parti della giornata; ascoltata la bravura dei musicisti su disco, attendiamo con ansia di scoprirli live.

 

Track List

  • Giornata infernale
  • L`amore tragico
  • Casalinga di Voghera
  • Son qui seduto
  • Aiuto aiuto
  • Se io fossi milionario
  • Ieri sera (Dicevi che mi odiavi)
  • Una tua illusione
  • Un altro addio
  • Vorrei essere terrone