Non c´è duo senza tre<small></small>
− Italiana, Jazz

Alessandro Bonanno / Francesco Mazzeo

Non c´è duo senza tre

2006 - Zone di musica
09/10/2006 - di
Cominciamo parlando dell’etichetta; elogiando la giovane etichetta romana Zone di Musica che ha saputo costruire un ottimo ed eclettico catalogo proponendo dischi e artisti di ottima qualità.
Detto questo, “Non c’è due senza tre” non è da meno degli album di cui precedentemente avevamo avuto occasione di parlare su Mescalina: anche questa volta si esprimono ottimi artisti. Uno dei tre, a dire il vero, è solo ospite: Davide Grottelli con i suoi sax e clarinetto basso; mentre gli altri due rimangono stabili e dialogano in musica per tutte le tracce del disco.
Alessandro Bonanno, al pianoforte, ottimo conoscitore dello strumento nel quale si è diplomato al conservatorio “V. Bellini”; ora si dedica alla didattica insegnando al conservatorio e nei corsi universitari di pianoforte jazz.
Francesco Mazzeo, alla chitarra, ha una formazione che si è svolta in modo abbastanza vario: dal diploma al conservatorio “Tito Schipa”, al G.I.T. di Los Angeles e alla condivisione del palco con artisti come Tavolazzi, Rava, Salis.
Questo “Non c’è duo senza tre” tira fuori il meglio di entrambi: viaggiano e si spostano senza alcuna difficoltà fra i brani loro e gli standard che decidono di affrontare.
Apre le danze “Aperitivo” che prepara le orecchie per “Sweet Land”, un brano stupendo di Bonanno, dove interviene anche Grottelli, caratterizzato da una delicatezza rara, con magnifici echi classici. Echi che ritornano spesso nell’approccio di Bonanno, si possono notare anche nel brano scritto da Mazzeo “Tutti i bimbi dormono”. Non sorprende infatti che i due decidano di proporre verso la fine dell’album un brano di Bill Evans: “Very early”. L’approccio è simile, i due ricordano la coppia Evans-Hall, nei dialoghi, negli scambi, nel lavorio della chitarra e nello stile di Bonanno.
Brani lenti e più veloci si alternano fluidi all’ascolto qualitativamente alto e allo stesso tempo decisamente easy listening. Belli gli interventi dell’ospite come in “Rush hours” che puntella con il sax Interessante la cover di Duke Ellington “The stars crossed lovers”, distesa sul piano e con il respiro lento del sax che prende voce pian piano.
Un disco che si apre con un aperitivo non può che chiudersi con un buon “Digestivo” e non perché arrivati a fine disco lo si richieda.

Track List

  • Aperitivo|
  • Sweet land|
  • There is no greater love|
  • Tutti i bimbi dormono|
  • Zio Michele|
  • Rush hour|
  • Very early|
  • The stars crossed lovers|
  • L’ora del vino|
  • Digestivo