Crystals<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz • Funk melodico

Alessandro Bertozzi Crystals

2012 - Level49

11/09/2012 di Vittorio Formenti

#Alessandro Bertozzi#Jazz Blues Black#Jazz

Alessandro Bertozzi risulta dalle cronache un personaggio decisamente intrigante.
Nato a Busseto studia clarinetto e sassofono, diventa mastro liutaio, vira al pop lavorando con artisti quali Gianni Bella e Fiordaliso, si accosta al latin jazz con Paquito O’ Riveira, lavora come turnista e compositore ; molti gli umori che si attendono quindi da un suo lavoro solista, che può tradursi in una sorpresa come invece risultare scontato.

Crystals rappresenta la sua terza fatica solista che segue Big City Dreamer (2000), imperniato su di una collaborazione con artisti italiani, e Talkin’ Back (2005), di respiro più internazionale.
In questo lavoro Alessandro prosegue nello schema di cooperazione con musicisti di tutte le origini che si alternano come ospiti in una serie di brani, tutti da lui composti, orbitando attorno ad una base relativamente stabile per la sezione ritmica.

La vena principale del disco è il funk melodico basato su fraseggi chiari, quasi cantati dal suo sax alto e sostenuti, in uno schema che spesso richiama l’antifona di chiamata e risposta, dalla chitarra di Hiram Bullock  o di Andrea Braido (davvero eccellente) oppure dalla tromba di Randy Brecker.

La  caratteristica principale che emerge con evidenza è la fluidità delle linee, cosa non sempre così scontata quando di mezzo c’è il funk sovente foriero di staccati; in questo aspetto risiede, a nostro avviso, il carattere “italiano” del lavoro, denso di lirismi e di forza comunicativa ottimamente sostenuta da una ritmica non invadente, sempre precisa ed essenziale.
 
Electric Motion è un ottimo esempio del mix tra generi che il lavoro propone; l’impro fa capolino in modo comunque controllato e coerente col tema, la tromba duetta a distanza col sax in uno schema vagamente boppato, la ritmica è sincopata, le tastiere creano un’atmosfera leggermente narcotizzata e il sax vola alto nei dialoghi melodici. Bel brano, molto ricco ed articolato.

A questo pezzo si alternano momenti più “monotematici” come le ballate quali Repeating the Days, suonate con maggior relax ritmico e dinamico ma sempre con tensione timbrica, sfruttando in modo molto intelligente il contributo dei vari strumenti tra i quali ci viene da ricordare il piano elettrico di “Pancho” Ragonese, al quale si devono non pochi effetti in termini di arrangiamento e rifiniture.
 
Un lavoro che tiene desta l’attenzione, che si lascia ascoltare volentieri riservando comunque parecchie sorprese nei dettagli dei vari passaggi; Alessandro mette a ottimo frutto la sua interdisciplinarietà e sa coniugare l’accessibilità del pop con la sintesi del funk, l’intensità del jazz con la dolcezza delle melodie, il lirismo nazionale con la spontaneità e lo slancio dell’improvvisazione.
 
Unico appunto: forse un po’ troppo da sideman,  a tratti si ha la sensazione di una collezione di spunti più che di un discorso profondo, con una precisione esecutiva talmente spinta che pare studiata … ma forse questo è più un limite nostro che del lavoro al quale comunque consigliamo di accostarsi.

Track List

  • Da Vinci Blues
  • Falling Leaves
  • Questions & Answers
  • Why I Must I Wait
  • Silly Steve
  • Ada
  • Electric Motion
  • Repeating the Days
  • The Last Train
  • Chromatic Colors
  • Crystals

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