Night Windows<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Cameristico

Alberto La Neve

Night Windows

2019 - Manitù Records
11/08/2019 - di
Musicista calabrese (di Cosenza) diplomato al locale Conservatorio Alberto La Neve é già stato ospite della testata in occasione dei suoi due primi lavori solisti, Nemesi (2016) e Lidenbrock (2017), nei quali si presentavano a tutto tondo le principali caratteristiche della sua arte: one man band, matrice jazz, sensibilità melodica tutta mediterranea, sapiente uso dei loop e dell`elettronica a sostegno ritmico dei brani e approccio "concept" ai lavori.
Il risultato che ne sortiva era una testimonianza di eccellente artigianato musicale, accessibile a chiunque in una chiave multidisciplinare dati gli spunti di sinergia verso altre manifestazioni artistiche; in Lidenbrock infatti Alberto proponeva una lettura musicale del romanzo di Verne "Viaggio al centro della Terra" ottenendo un buon risultato in termini di comunicazione "metamusicale".

In questo Night Windows La Neve conferma tutti gli ingredienti sopra citati ma compie un deciso passo avanti in termini di efficacia del risultato grazie alla sfida che si pone, e che vince, ispirandosi all`arte pittorica di Edward Hopper, il maggior interprete del realismo americano della prima metà del Novecento.
I brani sono tutti di firma propria e hanno titoli coincidenti con le opere di Hopper a cui il sassofonista calabrese si é riferito e delle quali propone la propria lettura.

Che Hopper fosse un realista é certamente vero ma i suoi lavori conservano anche un`importante carattere "impressionista". A ben guardare si può infatti notare come non tutti i particolari siano ritratti nei minimi dettagli; Hopper, con grandissima sagacia, sa dedicare l`attenzione agli elementi baricentrici dei suoi quadri lasciando solo spunti visivi per gli elementi marginali che vengono automaticamente completati dall`osservatore. Celebratore della solitudine umana e dell`alienazione metropolitana nell`America del progresso Hopper non ritrae semplicemente ma espone le sue reazioni davanti a questa realtà; da qui l`ossimoro apparente tra realismo e impressionismo che in realtà nella sua arte si risolvono dialetticamente in un manifesto che tende a demolire i miti del progresso venduto a peso materiale.
Alberto, ad avviso di chi scrive, penetra profondamente nello spirito di questo artista e offre un lavoro che merita di essere ascoltato ed interpretato seguendolo con l`osservazione delle immagini dei quadri a cui si riferisce.
Certamente non si tratta di una colonna sonora ma ascoltare il disco senza l`esperienza visiva sarebbe come leggere i testi di un`opera teatrale senza assistere all`interpretazione.

Così facendo quasi certamente non sempre ci si ritrova nelle sensazioni esposte nelle composizioni ma, ad avviso di chi scrive, proprio qui si ritrova il vero valore di questo lavoro che si può riassumere in un confronto tra se stessi, il musicista e il pittore; un`esperienza che, almeno per chi scrive, ha un gran valore aggiunto in termini di comunicazione culturale.

Recensire un`opera come questa porterebbe facilmente ad esaminare brano per brano comparando l`effetto dell`ascolto con e senza l`immagine del quadro davanti ma sarebbe esagerato e decisamente oltre gli scopi di un articolo di questo tipo.
Ci limiteremo quindi a estrarre due campioni dalla scaletta: il primo nel quale le reazioni di chi scrive si sono ritrovate con quelle esposte dal musicista ed il secondo invece in cui ci si è sorpresi per la differenza, restando poi molto più affascinati grazie agli interrogativi suscitati.

La prima casistica é esemplificata in New York Movie. Il brano é eseguito con un pedale in loop e uno scarno effetto elettronico percussivo; sopra questo il sax inizia seguendo il riff per poi evolversi in impro via via più slanciate (tra bop morbido e nightclubbing) e tornare a riposarsi sul riff iniziale. Una struttura del genere senza la visione del quadro evoca la convivenza di situazioni che coincidono in una statica iniziale, si separano e poi si riuniscono in una struttura aperta.
L`opera pittorica rappresenta l`interno di una lussuosa sala cinematografica quasi deserta, con il pubblico di spalle e con una maschera pensosa in piedi vicino all`entrata. La monotonia vissuta da quest`ultima, che chissà quante volte avrà rivisto la pellicola, contrasta con l`illusione dell`entusiasmo della platea  ed esprime quella denuncia di falsità delle apparenze che Hopper intendeva simboleggiare.
La trama musicale sottolinea il tutto in modo molto convincente proprio grazie a quella parabola evolutiva e di ritorno vissuta nell`ascolto.

Per la seconda tipologia si cita Automat. Senza guardare il quadro si apprezza la sapienza dei tre loop (almeno tanti ci sono sembrati) in poliritmia con poi due frasi del sax in una logica "in and out" tra una voce e l`altra. Ottima capacità di dar vita a più movimenti da una fonte unica.
Aprendo l`immagine del dipinto chi scrive é sinceramente restato stupito. L`immagine della donna elegante seduta sola ad un tavolo di un bar con alle spalle una finestra scura per l`orario notturno é una decisa affermazione di solitudine e di distanza da un contesto che nemmeno si sa quale sia. Ci si sarebbe aspettati tutta un`altra cornice sonora, lontana da quei movimenti percepiti dal semplice ascolto.
E qui sta la chiave del tutto.... Ci si interroga circa questo inatteso effetto e ci si fanno tante domande che potrebbero essere foriere di nuovi ascolti e nuove vedute.

In ogni caso quindi il lavoro assicura soddisfazioni e stimoli, oltre al viaggio estremamente gratificante che favorisce all`interno dell`arte di un così grande pittore come Hopper.

Morale, consigliato senza se e senza ma, pur di "utilizzarlo" bene.

Track List

  • Manhattan Bridge Loop
  • New York Movie
  • Room in Brooklyn
  • Automat
  • Night Windows
  • Nighthawks
  • Chop Suey
  • Morning Sun

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