Nemesi<small></small>
Jazz Blues Black − Impro − Elettronica

Alberto La Neve

Nemesi

2016 - Manitù
14/11/2016 - di
Classe 1981 Alberto La Neve é un musicista dalle solidissime base teoriche costruite al Conservatorio di Cosenza e in tanti seminari specifici organizzati da artisti al vertice dell`arte improvvisativa quali Pucci, Rava, Fioravanti e numerosi altri.

In questo suo esordio pubblicato dalla giovane etichetta Manitù Records Alberto é un "one man band" attivo al sax tenore e soprano manipolando con sapienza anche loops ed effetti vari per un lavoro che esprime la sua cifra in impressioni e sensazioni generate con competenza da alto artigianato.
Parliamo di artigianato non certo per sminuire l`operato del musicista ma per enfatizzarne la capacità di coniugare tradizione con estetica contemporanea, tramite un`elaborazione squisitamente individuale che offre stimoli in una cornice di assoluta accessibilità.
Il disco si segue bene e con piacere per un`attenzione alla melodia che viene preferita agli astrattismi armonici, unita questa a un intreccio logico (e quindi semplice) tra dimensione acustica ed elettronica, elementi che convivono in uno schema capace di evocare storia e futuro.

Sin dal brano iniziale si assapora un interessante connubio tra sax soprano e tre loops che hanno un effetto quasi anestetizzante in piena coerenza al titolo del pezzo, proponendo quindi un tuffo in antiche tradizioni codificate con ingredienti attuali.
Il tutto ha un rilancio in Goban che, guarda caso, é citazione di un tavoliere da gioco cinese la cui geometria é sottolineata dai loops sui quali il sax tenore opera in modo quasi scheletrico; tutta la trama sussume la razionalità che l`idea del gioco sottintende e lo slancio del soprano arricchisce ma non contraddice.

Il pezzo aggiunge un`altra caratteristica del lavoro, che é la capacità di controllo dei timbri che diventano quasi onomatopeici.
Questo aspetto é  in rilievo in Nautilus dove un riff semplicissimo, una sequenza accordale assolutamente standard, é sovrapposto a uno sviluppo che ricorda le proporzioni auree e che per la sua intrinseca naturalità invita all`ascolto ripetuto. Qui é la voce del sax tenore che dà sostanza al racconto e Alberto é bravo nello sfruttare la corposità della voce dello strumento.
Il vertice di questa caratteristica é raggiunto in Baba Jaga, strega della mitologia dell`Europa Orientale che la tradizione racconta vivere in una casa deambulante con zampe di gallina, celebrata dagli ELP e anche da moderni fumetti. L`aspetto grottesco del personaggio e la sua limitata capacità magica sono narranti alla perfezione grazie alla scelta timbrica e ritmica del pezzo che evolve come un`autentica narrazione fiabesca e, in parte, giullaresca.

E veniamo quindi all`ulteriore aspetti di interesse di questo disco, il ritmo,  ingrediente anch`esso usato al servizio della narrazione.
Poliphemus si avvale di un incedere lento che ricorda la camminata incerta di un gigante che ci vede poco e che si trasforma in un riff simile al celebre schema della Pink Panther; la banalità viene evitata dalla tensione del sax soprano che pare quasi un lamento gridato.
In Monsieur Malaussene la punteggiatura, oltre che ai timbri e al gioco dei loop, viene ben sottolineata la dimensione psicologica e in qualche modo drammatica dei protagonisti del celebre ciclo di Pennac.

Un disco breve, basato su una serie di cammei preziosi per le idee di base e per la capacità di evitare ridondanze e passaggi inutili, il tutto a beneficio di impressioni che colpiscono grazie alla loro essenzialità, al loro equilibrio e al loro innegabile immergersi in un mood mediterraneo capace di spargere profumi davvero gradevoli.
Un ottimo esordio, da assaporarsi con disponibilità e leggerezza ma anche con attenzione.

Track List

  • Orpheus
  • Goban
  • Nautilus
  • Nemesi
  • Polyphemus
  • Monsieur Malaussene
  • Baba Jaga

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