Lidenbrock<small></small>
Jazz Blues Black − Jazz − Creative

Alberto La Neve - Fabiana Dota

Lidenbrock

2017 - Manitù records
02/03/2018 - di
Alberto la Neve é un compositore e un sassofonista calabrese che verso la fine del 2016 fu già gradito ospite della testata con il suo Nemesi (2016), apprezzato per la capacità di creare giochi da "one man band" sostenuti da un sapiente uso delle loop-machine complementate da un lirismo tipicamente nazionale; tutto ciò dava vita a un lavoro in equilibrio tra tradizione e modernità, accessibilità e profondità, il tutto tenuto insieme da un approccio melodico essenziale e quindi sostanziale.

In questo Lidenbrock Alberto (al sax tenore e all`elettronica) opera in collaborazione con Fabiana Dota, compagna d`arte e di vita che si incarica delle partiture vocali espresse in chiave strumentale; il canto non articola parole ma elabora suoni in chiave totalmente tonale sviluppando linee orizzontali che nel secondo brano raggiungono una particolare efficacia narrativa.

Infatti il lavoro, un EP di poco meno di 40 minuti, é ispirato al libro Viaggio al Centro della terra di Jules Verne, romanzo della seconda metà dell`800 da molti ritenuto seminale per il genere fantascientifico legato alla creazione di "mondi alieni". Il titolo cita il protagonista della storia, un professore di mineralogia di Amburgo che viene in possesso di un manoscritto riportante le indicazioni per un viaggio verso il cuore del pianeta.

I quattro brani scandiscono alcune fasi fondamentali del testo; la partenza per l`avventura, l`arrivo in Islanda dove si trova la porta di accesso per il viaggio, il vulcano Sneffels che rappresenta detta porta e poi il ritorno.

Alberto taglia un po` sulle fasi centrali della novella relativa all`incontro con animali preistorici, al reperimento di antichi materiali e addirittura di resti di uomini risalenti a millenni ormai trascorsi; sarebbe interessante capire la ratio di questa scelta dato che da un lato il tempo certo non mancava e dall`altro questi elementi avrebbero potuto essere eccellenti spunti per momenti di tensione e di decollo del lavoro, come peraltro lo sono per il romanzo in questione.

In effetti il disco si sviluppa su un drive ritmico controllato, a volte lieve, funzionale ad atmosferiche oniriche piuttosto che avventurose; le melodie minimaliste, l`uso dello staccato quasi in stile ostinato, le basi ipnotiche delle loop e il timbro vocale a dinamica controllata danno vita a un quadro sonoro inaspettato (almeno per chi scrive) in rapporto all`ispirazione letteraria prescelta.
Sindacare sulle motivazioni di base e sulle scelte interpretative dell`artista ha poco senso senza disporre di elementi conoscitivi specifici; quindi ci si deve forzatamente limitare ad una lettura soggettiva di un lavoro più orientato alla creazione di un concept concertante proprio che alla realizzazione di una "colonna sonora" peraltro improbabile.

Non ci sono dubbi sulla capacità narrativa del duo; in Depart l`incedere pare riportare alle tecniche di Quadri ad un`esposizione per la capacità di evocare il proprio movimento verso qualcosa; Islande (il vertice del disco) può affascinare per il clima algido del tutto coerente al riferimento geografico e comunque enfatizza il senso dell`esitare quasi rispettoso verso l`ignoto, Sneffels esordisce con una trama che sembra sottolineare la sensazione di essere soverchiati da una realtà dominante come quella del vulcano in questione, Retour propone un impasto vocale che riprende serenità e gioia per la ritrovata via di casa.

Degno di nota é il ricorso alle loop come sostegno ritmico e armonico, indispensabile per ovviare alla totale mancanza di strumenti di questa tipologia; qui il gioco funziona bene e Alberto dimostra di avere le idee chiare, non esagera in sovraproduzioni e suona con delicatezza ma anche con coerenza logica girando attorno al tema arricchendolo senza mai allontanarsene.

Confermiamo pertanto la valutazione di fondo già espressa per il lavoro del 2016; un esempio di buon artigianato musicale per via della convivenza tra tradizione e modernità espressa con semplicità e profondità. Manca forse qualche slancio che l`ispirazione letteraria prescelta avrebbe potuto stimolare ma qui si arriva al confine tra la personale aspettativa di chi ascolta e l`effettiva volontà di chi compone; é bene non valicare questo limite pena il fraintendere un lavoro comunque degno di rispetto.

Track List

  • 01 Dèpart
  • 02 Islande
  • 03 Sneffels
  • 04 Retour