Cantos<small></small>
− Cantautore, Pop

A.j. Croce

Cantos

2006 - Seedling Records
03/10/2006 - di
Tra gli appassionati di buona musica americana Adrian James Croce è noto per essere il figlio di Jim Croce, compianto songwriter dei primi anni ’70.
La definizione oggi sta più che stretta a questo “ragazzo”, che dal padre ha preso il lato più gentile, costruendosi una carriera da piano-man. Cresciuto in quel di San Diego, dove i genitori si traferirono un mese prima della tragica scomparsa di Jim, A.J. è uno degli elementi di spicco della scena cittadina, dove tra l’altro gestisce insieme alla madre un restaurant & jazz bar di classe in cui si esibisce spesso.
Prova dell’affetto e della stima di cui gode tra i colleghi è data da questo “Cantos”, che vede la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui anche un nome illustre come quello di Ben Harper e poi Greg Leisz, Brian MacLeod e Gregory Page.
L’occasione sembra buona per dare risalto ad un songwriter che ha sempre goduto, almeno qui da noi, dell’attenzione di pochi e in questo senso sembra muoversi anche il disco, che abbandona le atmosfere da r&b e jazz notturno proprie di quegli ottimi album che erano stati “Fit to serve” e “That’s me in the bar”.
Le nuove canzoni si orientano decisamente verso un pop melodico di buona fattura: trova ancora conferma l’attitudine raffinata di A.J. Croce, solo che le interpretazioni sono più leggere, si fanno ascoltare con piacere senza lasciare segni profondi.
“Cantos” è un disco pop superiore alla media, invero bassa di questi tempi: ne è prova anche la ricerca da intenditori compiuta sugli strumenti, alcuni dei quali dei veri e propri pezzi da collezionismo. Purtroppo non tutto rende al meglio: i brani sono godibili, girano mossi e ben armonizzati, ma il canto di Croce non si aggrappa alle canzoni come già gli abbiamo sentito fare e cerca spesso una via toccante.
Si fanno notare le tracce arrangiate con più pienezza: “Time will tell” con risvolti molto brit, “Play” introdotta dalla slide National di Ben Harper e poi le flessioni di “Once again” con ricami che sfiorano il folk. Il resto procede senza troppa lode snocciolando lezioni di pop che attingono a molta musica inglese, da Paul McCartney, omaggiato non solo nella cover di “Maybe I’m amazed”, agli Oasis.
Alcuni brani potrebbero fare da colonna sonora ad una qualche commedia romantica e il riscontro che ne verrebbe non sarebbe di certo demeritato per un autore che ha già frequentato più di una classifica, tra college radio, jazz, Americana e blues chart.
A chi non conoscesse A.J. Croce “Cantos” potrebbe schiudere la via per un musicista aperto all’esperienza musicale (ha suonato e collaborato con moltissimi) e avventurosa (ha scalato l’Himalaya e suonato per il presidente ceco Havel, tanto per dirne un paio).
Ma noi continuiamo a preferirlo quando si concentra sui tasti più neri del suo piano.

Track List

  • Time Will Tell|
  • Play|
  • Maybe I´m Amazed|
  • I´ll Know It´s Right|
  • Once Again|
  • When I´m Gone|
  • I´m With You|
  • All About You|
  • I Should Have Known|
  • All I Have|
  • One And Only|
  • Until We Meet Again