Per Dido<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz • Opera

Adele Pardi Per Dido

2020 - Barnum for art

23/12/2020 di Vittorio Formenti

#Adele Pardi#Jazz Blues Black#Jazz

Adele Pardi é una giovane e talentuosa musicista milanese (violoncello) e cantante attiva anche nel mondo teatrale e della didattica.

Questo Per Dido potrebbe suonare come l’ennesimo riferimento a cui affiliati del mondo jazz ricorrono utilizzando le indubbie potenzialità che l’opera di Henry Purcell offre per la sua finezza e modernità;  in qualche modo è così ma con delle doverose considerazioni da esprimersi. 

In primis occorre evidenziare la profonda rilettura che l’autrice propone entrando in modo analitico nella partitura. Questo aspetto è molto ben documentato nel testo della sua tesi al Conservatorio di Trento, disponibile come download tramite password resa disponibile all’interno del CD (l’attenzione con cui la discografica Barnum offre i suoi prodotti è sempre ineccepibile).
I passaggi che Adele sviluppa relativamente a diversi brani rendono esplicito il suo lavoro di riarmonizzazione ed arrangiamento, rispettoso della genetica base dell’opera ma con numerose escursioni verso la modernità intraprese  mantenendo una solida logica di integrazione.

Quello che colpisce di più fin dal primo ascolto è la naturalezza e la spontaneità, figlie di quella logica sopra premessa, con cui l’autrice fonde passaggi pop, musical, bop, irish / country, trance che una narrazione “normale” tenderebbe ad escludere.
Questa splendida capacità di movimento attraverso numerosi e diversi stimoli rappresenta, ad avviso di chi scrive, la cifra maggiore e migliore del lavoro che proprio per questo risulta in grado di attrarre l’attenzione di chiunque.

Coerente a questo approccio è l’impasto strumentale dell’organico con strumenti tipici sia di opera cameristica (archi e coro) che di quintetto jazz (sax, tromba, pianoforte, basso elettrico e batteria). Tralasciamo le menzioni nominali per brevità salvo ricordare il contributo compositivo di Lorenzo Vitolo (pianoforte) e Pietro Corbascio (tromba), aggiuntivo al lavoro di arrangiamento eseguito da Adele.

Fin dall’Overture si coglie bene lo spirito del lavoro. Si inzia con un Adagio che conserva l’atmosfera originale dell’opera per poi affidare al piano un passaggio, del tutto naturale quanto inatteso, ad una trama con canto e swing Bop che sposta radicalmente l’asse dei tempi. Impressiona la mancanza di qualsiasi soluzione di continuità non solo formale ma anche di sostanza espressiva, grazie anche alla “decisa delicatezza” dell’impianto complessivo e alla coralità dei contributi.

In Shake the Cloud si colgono momenti che ricordano enfasi alla Fantasma dell’Opera fusi ad un’elettronica sommessamente trance che prosegue in Ah Belinda con l’ingrediente dell’ostinato, tipico sia nel Barocco che nel jazz, unito ad un’enfasi del canto resa moderna dal non ricercare a tutti costi l’effetto dell’ “aria”.

Molti sarebbero i dettagli da sviscerare ma per evitare pedanterie troppo analitiche ci si limita a richiamare il divertente viraggio irish in To the Hills and the Vales e lo splendido Prelude for the Witches (forse il brano di maggior spicco) che richiama a tratti l’immortale cadenza di Roxanne in Moulin Rouge, narrativa adattissima per evocare la caverna in cui le streghe ordiscono il loro complotto contro la povera regina modulata poi con passaggi più jazz e vocali.

Opera encomiabilmente eclettica e trasversale, figlia dei giorni nostri a firma di un giovane talento che merita tutte le attenzioni.

 

Track List

  • Overture
  • Shake the Cloud
  • Ah Belinda
  • Cupid Only Throws the Dart
  • To the Hills and the Vales
  • Prelude for the Witches
  • In Our Deep Vaulted Cell
  • Ritornelle. Thanks to These Lonesome Vales
  • Aeneas Soul
  • Haste to Town
  • Aeneas
  • When I Am Laid in Earth
  • Fear No Danger