In apnea<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − Pop, new wave, rock

Giuseppe Righini

In apnea

2011 - Interno 4 Records/NdA Press
25/04/2011 - di
Un mescolarsi fisico e sensuale di suoni ipnotici e pause, stili ed immagini ora di sapore quasi decadente, ora per così “espressioniste”, di corposa evidenza, colori violenti e onirici delle illustrazioni di Alexa Invrea, cascate incisive di brividi regalati da racconti di essenzialità “chirurgica”: questo offre il secondo album (e primo libro-cd) da solista dell’eclettico Giuseppe Righini, musicista e attore, scelto tra i 36 artisti della Leva cantautorale degli anni Zero.

La malia liquorosa della sua voce si diffonde tra groove di basso, percussioni trattate ed elettronica che danno dipendenza, tra un pop d’autore che incastona stelle leggere di glockenspiel e vibrafono, tra synths e linee di organo di chiarore astrale e sognante, tra atmosfere sospese di chitarre acustiche sghembe e glissati.

Trattenere il fiato per Righini sembra nuotare nella luce incerta e liquida di crescendo psichedelici (come nell’ottima Satellite), immergersi in orientalismi vibranti tra fili di tensione sparsi nei tocchi di armonium, fluttuare in una bossa nova sensuale (la title-track) o in solarità wilsoniane con falsetti carezzevoli (La luce del sole alle sei di pomeriggio), inabissarsi fra tenebre di basso ed e-bow (la cadenzata Non ho tempo, sogno notturno di eterna condivisione e sottile dubbio di distanza).

Un valzer space-rock sintetico e filtrato è l’avventura marina di Sul grande pendaglio, mentre intimo risuonare di echi vocali, alle strette con la verità dei sentimenti, che rende il tempo ritorno ciclico o puro affiancarsi di istanti e battiti, è Si qui ora, che le chitarre e i bassi accompagnano poi in una fuga nel pulsare dell’istinto.

Tra le righe dei testi (in cui i disegni a pagina intera di volti bianchi, grigi e rossi lasciano il campo, ora tutto bianco, a piccoli, realistici insetti), e nei diciassette racconti del progetto, si sente l’odore della fine di un amore, o di cambiamenti “rivoluzionari” della propria vita; si trovano naufragi interiori, immagini ironiche o visionarie, che da metafore si fanno concrezione, apparizione o poesia, prigioni di cose e addii improvvisi, lettere ideali post-mortem e storie il cui senso, spiazzante, è racchiuso in un finale fulminante.
Una menzione speciale merita l’acuminata I fiori di plastica sono per sempre, stato di quiete apparente che spalanca malinconie forse irresolubili.

Dopo le parole lette e cantate, la chiusura del libretto e del cd è affidata alla descrizione parlata di un momento in Kreuzberg sonata. La scrittura di Righini per musica e versi appare elegante e cangiante specchio di stati d’animo sfumati ed inquieti. In apnea.

Track List

  • ANIMA D’ANIMALE
  • I FIORI DI PLASTICA SONO PER SEMPRE
  • IN APNEA
  • SATELLITE
  • NON HO TEMPO
  • E MIO PADRE SE NE VOLA VIA
  • SUL GRANDE PENDAGLIO
  • MARTA
  • L’ULTIMO SOGNO DI ARTHUR RIMBAUD
  • LA LUCE DEL SOLE ALLE SEI DI POMERIGGIO
  • SI QUI ORA
  • KREUZBERG SONATA

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