Sam Wasson

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Sam Wasson Sam Wasson, Il grande addio, in uscita il 15 aprile

31/03/2021 di mescalina.it

#Sam Wasson

Roman Polanski, il geniale regista che aveva stregato la Mecca del cinema con le torbide ossessioni di Rosemary’s Baby e che stava cercando di elaborare il lutto per la tragica morte di sua moglie, Sharon Tate; Jack Nicholson, l’ineffabile attore rivelatosi con Easy Rider, qui per la prima volta impegnato in un ruolo da protagonista; Robert Evans, il visionario produttore che aveva ridato linfa all’agonizzante Paramount, trasformandola nel più fecondo e intraprendente degli studios; Robert Towne, l’angosciato sceneggiatore che voleva scrivere la storia della sua vita e non vincere un Oscar (e però lo avrebbe vinto); Hollywood, nella sua stagione più ribelle, avventurosa e creativa, dopo il classicismo ormai stantio della golden age e prima della svendita alle mega-corporazioni. Sono questi i protagonisti di Il grande addio - Chinatown e gli ultimi anni di Hollywood, il volume che celebra uno dei più grandi film della storia – Chinatown, anno 1974 – e insieme reinventa un genere narrativo, più vicino alla letteratura che alla cronaca saggistica, così come il film aveva reinventato un genere cinematografico (da noir a neonoir), in uscita a breve per Jimenez Edizioni, con la preeziosa traduzione di Gianluca Testani. Subito considerato alla sua uscita negli Stati Uniti, nel 2020, uno dei migliori libri sul mondo del cinema mai pubblicati, Il grande addio racconta la lunga genesi e la tormentata realizzazione di Chinatown, tra i massimi capolavori della New Hollywood degli anni Settanta.

Sam Wasson, penna raffinatissima e sguardo di ampiezza non comune, ci guida dentro la testa fratturata di un Polanski bambino nel ghetto di Cracovia e adulto davanti alla porta insanguinata della villa di Cielo Drive; negli abiti ben stirati di Jack Nicholson, un uomo senza padre e con troppe donne destinato a grandi imprese; nell’inquieta frenesia di Robert Towne, che contemporaneamente a Chinatown scriveva due storici film di Hal Ashby (L’ultima corvée e Shampoo) e intanto dava una mano a Coppola per risolvere le scene più delicate del Padrino; nella residenza di Robert Evans, Woodland, dove tra le fontane della piscina, le ragazze in bikini e le orchidee sempre fresche si faceva la storia del cinema; e infine, ma non ultimo, nella “nascita” di Los Angeles, avvenuta sulle macerie degli abusi di potere, della corruzione, della guerra dell’acqua, dell’addomesticamento del deserto, della mercificazione del sogno americano e dell’imboscamento dei segreti più terribili, uno dei quali – il più terribile di tutti – è il motore che fa girare Chinatown a un ritmo mai più eguagliato. Un film, e un libro, di una preziosità rara.

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