Sam Lee

Sam Lee

Old Now di Sam Lee esce il 31 Gennaio


11/01/2020 - di mescalina.it
Sam Lee gioca un ruolo fondamentale nella scena musicale britannica. Cantante originale e pieno di inventiva, interprete folk, ambientalista appassionato, collezionista impegnato di canzoni e creatore di successo di eventi dal vivo. Insieme alla sua organizzazione The Nest Collective e ai suoi collaboratori Sam ha scosso la scena musicale dal vivo rompendo le barriere fra musica folk e musica contemporanea e gli stereotipi legati al folk stesso. Ha dato linfa nuova ed appassionata al suo vecchio materiale, contribuendo a sviluppare il proprio ecosistema non solo aprendo la porta a nuovi ascoltatori, ma anche ponendosi il quesito su quale messaggio, oggi, quelle vecchie canzoni abbiano. Con il nuovo album Old Wow (Cooking Vinyl/Egea Music/The Orchard), Sam Lee ha realizzato un lavoro davvero convincente ed emozionale che innalza la sua opera ad un livello superiore.
 
Sam Lee sorprende sempre, e magari non ne ha nemmeno l’intenzione. Quando pubblica il primo album “Ground Of His Own” nel 2012, ha l’ardire di reinterpretare in maniera estremamente drammatica delle vecchie canzoni, unendo uno stile canoro ricco e diretto a uno straordinario tappeto sonoro, e avvalendosi dell’uso degli strumenti più disparati: dal violino alle trombe al banjo, al meno convenzionale scacciapensieri, ai suoni persistenti (i drone effects) tipici della Shruti Box indiana.
 
Un set di strumenti davvero originale e coraggioso, reso possibile grazie all’Art Foundation Award - designato a supportare gli artisti che si trovano in un momento importante della loro carriera, e che ha fatto sì che il disco venisse nominato per un Mercury Music Prize. Tre anni dopo, il secondo album di Sam “The Fade In Time” lo vede spingersi ancora oltre, e ricevere altri riconoscimenti, fra cui il Songlines Award come artista dell’anno. Fra gli strumenti usati questa volta, ci sono il violoncello, l‘ukulele, il koto giapponese, il flauto di salice e, soprattutto, un arrangiamento strepitoso acappella di “Lovely Molly” a opera del Roundhouse Choir. 
 
Ma il maggiore successo arriva quando Guy Ritchie chiede a Sam Lee di scrivere la colonna sonora per l’epico fantasy hollywoodiano “King Arthur: Il Potere Della Spada”: nasce da qui “The Devil And The Huntsman”, brano da decine di milioni di play in tutto il mondo.
 
E ora arriva  ‘Old Wow’ l’ennesimo drastico cambio di marcia: qui Sam usa per la prima volta lo strumento che maggiormente è mancato finora nelle sue creazioni: la chitarra. “but only because it’s played so beautifully and sensitively and you wouldn’t necessarily know it was guitar at all”. Infatti a suonarla è Bernard Butler, storico componente dei Suede e produttore del disco. Altri musicisti coinvolti nella produzione del disco sono James Keay al pianoforte, Misha Mullov - Addado al basso, Josh Green alle percussioni, Caoimhin Ó Raghallaigh (The Gloaming) al violino di Hardanger (a 9 corde). Prestigioso anche il contributo ai cori: Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, Cosmo Sheldrake, e il rapper e poeta Dizraeli.
 
Questa la track list:The Garden of England (Seeds Of Love), Lay This Body Down, The Moon Shines Bright, Soul Cake, Spencer The Rover, Jasper Sea, Sweet Sixteen, Turtle Dove, Worthy Wood, Balfanen