L` ultima fila

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L' ultima fila L’ultima fila: la band presenta l’8 settembre a Roma il disco di debutto

25/08/2022 di mescalina.it

#L` ultima fila

L’ultima fila è una band romana nata nel 2016 e composta da Marco D’AndreaPasquale DipaceLorenzo Di Francia, Giacomo Turani.
Un mare alla volta, 
prodotto con Igor Pardini, è il loro album di esordio e ora il gruppo si prepara al release party di giovedì 8 settembre, quando presenterà ufficialmente il lavoro.
L’ultima fila, band già selezionata dal Meeting del Mare, dal Reset Festival per la residenza creativa reHUB, finalista al MEI e vincitrice del Roccalling Festival 2017, si esibirà al Parco Appio, rigorosamente in full band, a partire dalle ore 22. Il quartetto porterà dal vivo le nove tracce che compongono Un mare alla volta, pubblicato da pochi mesi.

L’evento è sostenuto da Russo Management, Purr Press, Le Rane, Radio Città Aperta, Indiesposti, Indiepanchine e da noi di Mescalina.
 
Giovedì 8 settembre 2022
L'ultima fila, Un mare alla volta
Release Party Live @Parco Appio, Roma
Free entry
Inizio live h 22.00

Contatti:

Prenotazione tavoli sotto palco:
371 144 2214 / 06 78393634

Walk-in: ingresso libero senza prenotazione dalle 22 in poi.
Link all’evento: https://fb.me/e/3Lf3Q9RyN



Serenità, quiete, paura, disordine, il desiderio di spegnere l’interruttore e ricominciare tutto daccapo: Un mare alla volta traduce in musica nove abbaglianti lampi di consapevolezza, che balenano sopra una massa di stati d’animo, burrascosi e pervasivi, capace di trascinarci via. A salvarci, come sempre, la costante e inestinguibile voglia di comprendere chi siamo veramente.

“Nove tracce di mare dentro al cuore e tutto intorno. Dall'introspezione allo sguardo più ampio sulle persone, in una società che a volte ci si trova a vivere, altre volte, invece, a subire.”

In Un mare alla volta la canzone italiana fa da sfondo alla ricerca di un nuovo sound: tradizione e sperimentazione, dall'indie-folk d'oltreoceano alle atmosfere post-rock nord europee, dalle distorsioni al limite e l’elettronica ai pianoforti acustici.

Il disco è stato interamente registrato al Cubo Rosso, con la preziosa collaborazione di Igor Pardini che ne ha curato, assieme al quartetto, la produzione.

“Il suono della band è decisamente particolare, e di difficile inquadramento in modo univoco. Se Gennaio coi suoi arpeggi di chitarra iniziali sembra suggerire un indie-folk alla Kings of Convenience, Contro di me vira verso un synth – pop denso di pianoforte intenso e struggente”, ha scritto Arianna Marsico nella sua recensione.

Nell’intervista invece la band ci ha spiegato l’origine del loro nome.

Mescalina: Da cosa ha origine il titolo Un mare alla volta? Il mare nell'immaginario comune è un qualcosa di indivisibile…

L’ultima fila: È una bella osservazione. Nel disco c'è un costante riferimento al mare come punto di arrivo o come possibilità di viaggiare, momento di navigazione, mare come orizzonte di equilibrio o causa di naufragio. Un mare alla volta è la frase finale di Mal di mare che trasla questa espressione marittima a una condizione più intima di gestione personale dell'ansia. È anche un promemoria: anche gli ostacoli più grandi possono diventare opportunità di crescita per noi stessi... abbiamo pensato che affrontarli uno ad uno, magari non sempre da soli, potrebbe rendere meno difficile l'impresa.



Crediti del disco

Parole di Marco D'Andrea e Pasquale Dipace.
Musica di Marco D'Andrea, Pasquale Dipace, Lorenzo Di Francia, Giacomo Turani.
Prodotto da L'ultima fila e Igor Pardini presso il Cubo Rosso recording studio.
Masterizzato da Giovanni Versari, la Maestà Mastering Studio.
Distribuzione Artist First. 

La copertina è un'opera originale di Silvia Struglia.
Le foto promozionali sono di Chiara Ricciotti.
 

L'ultima fila descrive il disco Un mare alla volta traccia per traccia

  • GENNAIO
    Ogni nuovo inizio sa di rivoluzione radicale: Gennaio parla della voglia di cominciare, ricominciare, della pagina bianca che si ripresenta puntuale ogni trecentosessantacinque giorni. Talvolta, però, dimentichiamo che abbiamo soltanto girato pagina e che, in ogni caso, siamo sempre noi a tenere in mano la penna con cui scrivere.
  • CONTRO DI ME
    È una canzone d'amore e di guerra. Una riflessione molto personale che diventa ossessione di tutti e poi sfogo travestito da brano musicale. Si perde e ritrova in strade diverse, determinate più dalla necessità espressiva che dalla ricerca di una coerenza formale. Il testo inserisce in una trama apparentemente dialogica - due persone che si scontrano - il monologo di un protagonista che non riesce a uscire da sé stesso, a superarsi. I riferimenti alla musica italiana sono molteplici nel testo, mentre la produzione guarda altrove, cercando di legare sonorità elettroniche e acustiche in un continuum uniforme, misurandosi con una contemporaneità sempre più interessante.
 


  • MAL DI MARE
    Una canzone di sensazioni, racconta uno stato d'animo. L'immobilitaÌ€, il panico e tutta la forza di luce che quelle tenebre si portano necessariamente dietro. Soltanto le persone possono premere quell’interruttore, affrontare ogni vertigine, una per volta, e illuminare il buio.
 



  • ROVINE
    Rovine è tutto ciò che resta oltre la polvere, una canzone che potrebbe essere lunghissima e comunque non bastare. Sbagliamo scelte, cambiamo strade, tiriamo a indovinare. Con le persone si costruisce però, non si indovina, al massimo si chiede scusa. Da respiro a respiro, una storia d'amore di respiri distrutti. Continuare a scegliersi non è da tutti.
  • I VESTITI PIU' LEGGERI
    Molto spesso vorremmo andare in profondità ma tutto quello che riusciamo a toglierci sono soltanto i vestiti più leggeri. È una canzone delle occasioni andate ma anche di rinascita e riscatto del tempo che non possiamo e non vogliamo più perdere. In fondo è l'insieme dei dettagli a formare il disegno principale ed è anche grazie a loro se siamo arrivati fino a questo punto.
    A volte si prende il più possibile, altre volte il più possibile si lascia andare.
  • NORD
    A volte si delineano ruoli non scelti che possono soltanto essere accettati. È una pulsione, un'attitudine, un’inclinazione. Cosa succederebbe se la luce aspirasse a diventare abisso, se l'occhio scambiasse il suo posto con l'ugola? Una tremenda rottura. Allora, nonostante i desideri nascosti, si mantengono le posizioni.
    A nord, anche quando non vuole, la stella polare indica sempre la direzione.
  • DESTINATARI ASSENTI
    Destinatari assenti è una canzone da titoli di coda. Un loop che si ripete come un mantra, una voce che ti sussurra nell'orecchio che puoi salvarti da chi non è disposto ad ascoltare. La voce delicatissima di Orelle accompagna il protagonista nel cammino verso l'autodistruzione o verso la resurrezione.
  • TURISTI
    Parla del tempo e che vive di contraddizioni. Quelle che ci convincono a svuotarci per riempire dignitosamente i momenti che non vogliamo regalare a nessuno. È una canzone che, con distanza ironica, ci invita a riflettere su una condizione molto comune, quella di chi non trova più il tempo per sé e, tuffandosi in una spiaggia affollata, poi, dimentica tutto.

  • BRAVI RAGAZZI
    Siamo liberi? Qual è l'orizzonte entro cui ci muoviamo? Scegliamo davvero? Bravi ragazzi è la fotografia di un unico punto di vista, quello di chi sente su di sé il peso e la voglia di trovare un posto nel mondo. E in quello scatto si definisce con un cartello "lavori in corso".
 

 Per informazioni: management.russo@gmail.com