27 e 28 Gennaio 2018 -

27 e 28 Gennaio 2018 - "Il mio inv(f)erno... vita da zingaro"


19/01/2018 - News di C.F.F.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al botteghino del Teatro Rossini: 080.34.84.453.

 

con Anna Maria Stasi, Anna Surico, Maurizio Vacca, Vanni La Guardia

e gli allievi del laboratorio teatrale “Chièdiscena”: Toni Bia, Mario Caponio, Luca Cardetta, Roberto Indellicati, Max Americo Lippolis, Raffaele Ricciardi, Giorgio Russo, Denis Uldedaj

 

voce fuori scena: Paolo Ruscitto (Radio Selene)

testo e regia: Maurizio Vacca

musiche originali di scena: C.F.F. (Anna Maria Stasi, Anna Surico, Vanni La Guardia)

libretto di sala: Valerio Pastore

produzione: SIC! ProgettAzioni Culturali

con il sostegno di Comune di Gioia del Colle e Teatro Comunale Rossini

in collaborazione con Università della Terza Età e del Tempo Libero, Gioia del Colle

 

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari.

E fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei.

E stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

 

Martin Niemöller

 

A differenza della Shoah, di cui ormai si conosce quasi tutto, lo sterminio dei rom resta ancora un “genocidio dimenticato”. Porrajmos è il termine con cui rom e sinti indicano lo sterminio del proprio popolo perpetrato da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Il termine può essere tradotto anche come “devastazione” o “grande divoramento”. Secondo i nazisti gli zingari erano ladri, truffatori, soggetti pericolosi, non per i comportamenti effettivamente tenuti, ma per cause genetiche.

«Non c’erano più zingari puri poiché avevano assimilato le caratteristiche peggiori delle popolazioni dei numerosi Paesi in cui avevano soggiornato nella loro secolare migrazione dall’India. Pertanto, non si potevano considerare “ariani puri” ma “ariani decaduti”, appartenenti a una “razza degenerata”».

Nell’indifferenza della maggior parte della popolazione, i nazisti elaborarono leggi sempre più dure per i rom. E’ difficile stabilire il numero totale delle vittime: le cifre ufficiali indicano indicano circa 500.000 morti. Eppure del Porrajmos restano poche tracce nella memoria collettiva.

IL MIO INV(F)ERNO…vita da zingaro è la storia di un uomo ed allo stesso tempo la storia di un intero popolo.

Berlino, 1933.

Danzava, lo zingaro. E vinceva. Saltellava, colpiva veloce. Una carriera folgorante.

Campione tedesco dei pesi medi. Dopo sei round l’ariano Witt era a pezzi. In prima fila c’era un gerarca nazista, presidente dell’associazione pugili tedeschi, che ordinò di annullare l’incontro. Il pubblico esplose di rabbia e alla fine il titolo fu assegnato. I nazisti sfiorarono il linciaggio.

Campo di concentramento di Neuengamme, 1943.

Un uomo denutrito con indosso i guantoni da boxe, crolla nel fango. Non è chiaro cosa sia successo: si sa che ci sono stati degli spari. Lo avevano massacrato di botte. Sapendo che era stato un campione, gli infilavano i guantoni e lo facevano a pezzi: «Adesso difenditi, zingaro», gli urlavano le SS. Il suo nome è Johann “Rukeli” Trollmann.

La storia di Johann Trollmann è una delle più straordinarie e meno raccontate del Terzo Reich. Meno raccontate per un solo motivo: “Rukeli” era un sinto. Eppure la vicenda umana e sportiva di “Rukeli” è, con tutto il suo carico di dolore, ingiustizia, discriminazione e razzismo, una vicenda eccezionale ed emblematica. Aveva uno stile all’avanguardia: veloce sulle gambe, quasi danzante, colpi brevi e formidabili. Roba «animalesca», secondo le camicie brune, «effeminata», niente a che vedere con «il vero pugilato ariano». Non era accettabile che un sinto avesse vinto il titolo contro Adolf Witt… una settimana dopo quel 9 giugno in cui “Rukeli” ebbe il titolo, il titolo gli fu tolto. L’affronto di quella vittoria doveva essere vendicato. Fu organizzato un nuovo incontro, questa volta contro Gustav Eder, che successivamente sarà campione europeo: una sconfitta annunciata, anzi preparata con cura. Proibirono a Trollmann di muoversi dal centro del ring, gli dissero che se avesse «danzato» schivando i colpi gli avrebbero tolto la licenza. Johann doveva perdere, e basta. Johann lo sapeva…e fu l’inizio di un lungo inv(f)erno…

“Rukeli” si presentò sul ring con i capelli tinti di biondo-oro e con tutto il corpo cosparso di farina. Consapevole di andare a farsi massacrare, con questo gesto provocatorio si prese gioco di tutta la retorica del «combattente ariano» con cui la propaganda nazista aveva gonfiato e avvelenato il paese.

Gli anni seguenti furono un rapido viaggio nell’inv(f)erno del nazismo.

I sinti e i rom - che vennero degradati al livello «non-umano» degli ebrei - furono obbligati in molti casi a farsi sterilizzare. Trollmann, nel ‘42, venne arrestato dalla Gestapo e deportato nel lager di Neuengamme. “Rukeli” Trollmann, nel 1943, finì nel fango di Neuengamme, con addosso solo i suoi guantoni da boxe.

Con questo spettacolo vogliamo provare ad entrare, in punta di piedi, nella vita di un uomo, nel suo privato, tra i suoi affetti. Ci lasceremo raccontare/cantare la sua vita da coloro che sono stati al suo fianco (una madre silenziosa ma presente, una moglie soggetto delle sue attenzioni). Affetti famigliari, ascesa professionale, vittorie, sconfitte si intrecceranno alle tante storie di un periodo buio della nostra storia; la cronaca degli eventi (politici e sportivi di quel tempo) farà da cornice ad un quotidiano denso di speranze…

Attraverso immagini (libretto di sala realizzato dall’illustratore Valerio Pastore con la tecnica della graphic novel), suoni (colonna sonora originale eseguita dal vivo), testo, racconteremo di un uomo che osò sfidare il regime nazista, consapevole che ciò lo avrebbe pagato a caro prezzo.

 

Fonti:

FO D., Razza di zingaro, Chiarelettere editore, Milano 2016

GAROFALO M., Alla fine di ogni cosa. Romanzo di uno zingaro, Frassinelli editore, Milano 2016

REPPLINGER R., Buttati giù, zingaro,  Edizioni UPRE,  Roma 2013

La storia di Johann Trollmann di Carlo Lucarelli (Dee Giallo – puntata 5) - www.deejay.it

altre fonti da web